2 maggio 2006, inizia Calciopoli. La pagina nera del calcio italiano

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Anno 2006, mese di maggio. Precisamente il 2 maggio, data storica, emergevano infatti le prime infiltrazioni telefoniche, che incastrarono Luciano Moggi, dirigente della Juve. Nasce “Calciopoli“, che vede incastrata la Juve come principale protagonista di questa pagina vergognosa per il calcio italiano; Andrea e Diego Della Valle della Fiorentina, i famosi arbitri italiani Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, che per tanto tempo nascosero le verità, addossando tutte le responsabilità al dirigente bianconero, fingendo di non sapere nulla. Insomma, come sempre succede da queste parti.

Telefonate, in cui c’erano accordi per i risultati finali, chi ammonire, chi espellere e non solo. La procura di Napoli, emana le accuse a Moggi ed al figlio Alessandro per associazione a delinquere finalizzata alla frode in competizione sportiva. Franco Carraro si dimette dalla FigcLazio, Juve e Fiorentina in B (poi vennero penalizzate). Si dimise l’intero Cda della Juve. La Procura di Parma apre un’inchiesta su scommesse con broker non autorizzati: indagati Gianluigi Buffon, Antonio Chimenti, Mark Iuliano e Enzo Maresca. L’Aia sospende cautelativamente Massimo De Santis, Pasquale Rodomonti, Paolo Bertini, Paolo Dondarini, Gianluca Rocchi, Domenico Messina, Marco Gabriele, Salvatore Racalbuto e Paolo Tagliavento, i nove arbitri raggiunti da avviso di garanzia. La Juventus, fu mandata in B, le furono revocati i due Scudetti, che tutt’ora chiede ancora senza vergogna.

Calciopoli, la pagina più nera del calcio italiano, di cui ancora si parla, purtroppo quando ci sono episodi non proprio chiari in campo.

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