L’AIA smentisce la Gazzetta: “Mai chiesto scusa al Milan”

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Si torna ancora a parlare dell’errore dell’arbitro Marco Serra in occasione di Milan-Spezia. L’AIA (Associazione Italiana Arbitri) non ha mai presentato le proprie scuse al Milan per l’errore commesso nel finale della partita di Milano. A far chiarezza su quanto trapelato e diffuso dalla pancia di San Siro nell’immediato post-partita di lunedì sera sono stati Il Messaggero e Tuttosport che hanno minuziosamente ricostruito i fatti, chiarendo come le parole di Gervasoni (presente al Meazza il vice-designatore della Can, Commissione nazionale arbitri di Serie A e Serie B, ha espresso ai dirigenti milanisti il proprio rammarico per quanto successo) fossero a puro titolo personale e non rappresentassero la posizione dell’AIA.

Anzi, il clamore suscitato dalla Gazzetta dello Sport (addirittura in prima pagina nell’edizione di martedì) dalle presunte scuse ufficiali ha infastidito non poco i vertici arbitrali (Rocchi, in primis), non certo perché non sia stato subito riconosciuto lo sbaglio ma perché una presa di posizione di questo tipo, non dovuta, avrebbe creato un precedente unico e pericoloso: a quel punto, a ogni giornata, di fronte a un errore la cosa si sarebbe dovuta infatti ripetere.

Dunque, l’arbitro Serra (che oggi sarà operativo al Var per la partita di Coppa Italia tra Sassuolo e Cagliari) verrà stoppato per almeno due giornate e complice la pausa per le nazionali rientrerà a metà febbraio. Una “punizione” in linea con quelle comminate ai colleghi che nell’arco della stagione sono stati ritenuti responsabili di altri gravi errori (per esempio Maresca dopo Roma-Milan). Nessuna sanzione esemplare come invece il tribunale giustizialista dei social chiedeva. La realtà “vera”, anche in questo caso, è fortunatamente diversa da quella “virtuale”.

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