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Serena: “L’Inter è la squadra della mia vita. L’inizio con Bersellini….”

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Aldo Serena è protagonista di una lunga intervista per Tuttosport:

IL VIAGGIO A MILANO“Il flash è la sorpresa che mi venne quando il Montebelluna, la mia città natale e la squadra dove iniziai a giocare, mi cedette all’Inter nel 1978. Ricordo mia madre che mi comprò una borsa nuova e una tuta per andare a Milano. Il viaggio in treno, il cambio a Padova dove mi ritrovai seduto nello stesso scompartimento di Adriano Fedele, all’epoca terzino titolare dell’Inter. Lui stava raggiungendo Milano per andare in ritiro, ma io ero timido e non mi presentai. Poi ci rivedemmo in sede e mi disse: «Ma tu sei il ragazzo del treno»“.

L’IMPATTO CON IL CALCIO “VERO”“Traumatico – spiega Serena -, Io non avevo idea di cosa mi aspettava, non sapevo cosa fosse la professionalità, due allenamenti al giorno, dormire in ritiro. Per me, abituato a vivere il calcio come un divertimento, era una prigione. Per non parlare degli allenamenti durissimi a cui ci sottoponeva Bersellini nel ritiro di Polsa di Brentonico, in Trentino. Ricordo poi che, quando tornammo ad Appiano, io e gli altri giovani come Chierico o Tricella facevamo anche un terzo allenamento in palestra dopo cena. Fu un avvio durissimo“.

IL RITORNO ALL’INTER CON RADICE “Ci misi un po’ a riconquistare la fiducia dei tifosi nerazzurri perché a luglio, prima di rientrare, ci fu il Mundialito e segnai una doppietta nel derby con la Curva Sud che mi salutò calorosamente. Però poi con Radice le cose andarono bene, mi supportò perché io facevo quello che mi chiedeva, tant’è che a fine stagione fece di tutto per portarmi con sé al Torino“.

CON TRAPATTONI“Lui, insieme a Radice e Rossi, l’allenatore delle giovanili del Montebelluna. Erano diversi, ma capirono quello che potevo dare, sfruttando le mie doti e la mia generosità. Col Trap ebbi un grande rapporto, così come con compagni come Berti, Bergomi, Ferri o Marini: l’Inter rimane la squadra della mia vita, quella che ha segnato i miei anni migliori“.

IL LEGAME CON NICOLA BERTI“Con lui un grande legame senza dubbio. Nicola era una bomba, il contrario rispetto a me, più tranquillo e riflessivo. Ma fra di noi c’era sintonia, un’istintiva simpatia per la diversità di caratteri. Io lo rasserenavo, lui tirava fuori un po’ di pepe da me“, conclude Serena.

Tuttosport