Bellugi: “Vi racconto quando Cruijff mi fece girare le pa**e. Momenti top all’Inter? Lo Scudetto ’71”

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Ospite di ‘Inter Podcast‘, Mauro Bellugi ha raccontato la sua terribile esperienza vissuta in ospedale, dove è stato sottoposto all’amputazione delle gambe: “Ora non c’è male, procede abbastanza bene – dice l’ex difensore -. La cosa è un po’ lunga, ma tutti i giorni ci sono dei miglioramenti. E’ stata durissima, potete immaginarlo. Ora sono già nella fase riabilitativa, il fisioterapista mi sta facendo lavorare sui muscoli. Poi metterò le protesi e se non batterò Pistorius, arriverò secondo”.

RICORDI BELLI E BRUTTI

“Il ginocchio mi ha stoppato tre volte in carriera, una volta prima del Mondiale in Argentina. Sono stato sfortunato perché avrei potuto vincere il campionato del mondo nel 1982, penso che Bearzot mi avrebbe convocato se non mi fossi infortunato. Un solo gol segnato in nerazzurro? Quando io giocavo in quell’Inter, non potevo azzardarmi a passare il centrocampo – spiega Bellugi -. Quei campioni mi sarebbero saltati addosso, se non avessi passato loro la palla. Il difensore doveva difendere, l’attaccante fare gol. Quello che successo contro il Gladbach non la ricordo neanche, mi ritrovai la palla al limite dell’area e tirai d’istinto. Mi abbracciarono tutti e allora capii che avevo segnato: rimasi scioccato. Quando mi comprò l’Inter giocai mezzala, vinsi anche due scudetti Primavera in quel ruolo. Damiani faceva assist, io segnavo anche 10-15 gol. Arrivato in prima squadra, Herrera mi ordinò di rimanere dietro: aveva ragione, Suarez e Mazzola erano migliori”. 

MOMENTI MIGLIORI E CRUIJFF

“I momenti migliori sicuramente il gol al Borussia, lo scudetto del’ 71 quando recuperammo 7 punti al Milan e poi la finale di Coppa dei Campioni persa l’Ajax. Quando vidi Cruijff alzare il trofeo, mi girarono davvero le pa**e. E’ un ricordo brutto, vero, ma non capitava di giocare spesso le finali a quel tempo. Io ero amico di tanti olandesi, venivano spesso a trovarmi in Sardegna: avevano un’altra mentalità, correvano anche dopo essersi ubriacati”, conclude Bellugi.

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