Benvenuti all’Accademia linguistica del Corriere dello Sport

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Lo so, è difficile da scrivere, spiegare e anche da leggere, ma purtroppo è così. Il ‘giornalismo’ in Italia si è trasformato in un qualunque Pomeriggio 5, stavolta in carta stampa (per sicurezza anche online, in caso la carta va usata per altri bisogni). Grafiche imbarazzanti in prima pagina, in stile Sharknado. Editoriali e pensieri imbarazzanti. Insomma, che mai si parli di qualcosa di serio e che non porti sulle vie dell’imbarazzo. E invece non ce la fanno. Non ce la fa il Corriere dello Sport che adesso prende il posto della splendida enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, comunemente nota come La Treccani. Infatti, il quotidiano residente a Roma, precisamente a piazza Dell’Indipendenza, ci spiega il significato della parola offensiva “cog***ne”.

E’ la stessa parola che il presidente juventino Andrea Agnelli ha usato per offendere l’allenatore dell’Inter, Antonio Conte, a fine partita di Coppa Italia. E qui passiamo dal mondo dell’imbarazzo a quello del delirio:

“«Sei un cog***ne», se te lo dice un amico o tua madre fa male ma non troppo, ti fa sentire un cog***ne amabile e forse anche amato. Se te lo dice un nemico è una sentenza. Diverso è se il «cog***ne» te lo dici da solo. «Sono un vero cog***ne». In questo caso prevale il piacere sottile dell’autofustigazione. Oltre che l’astuto accorgimento di prevenire il nemico. Stiamo parlando del «cog***ne» singolare perché, se i cog***ni sono due, e quasi sempre lo sono, «avere i cog***ni» è un fior di complimento. Indica un’attitudine guerriera. E qui la faccenda si complica. Uno che «ha i cog***ni» potrebbe a sua volta essere un «cog***ne»? Direi di sì. I casi si sprecano. Molti uomini ca**uti (per restare all’apparato genitale maschile) risultano tali per via di una modesta percezione della realtà, sono cioè, obiettivamente, dei cog***ni.

«Sei un autentico cog***ne» o «un perfetto cog***ne». O, peggio ancora, «sei un patetico cog***ne». Una combinazione che può risultare micidiale. Molto più di «sei un emerito cog***ne», che sa quasi di ammirazione. C’è poi un’accezione più malinconica, quella del «ti sei rincog***nito», a indicare il decadimento palese delle tue facoltà cerebrali. Per cui, si dà il caso che un rincog***nito possa essere un cog***ne che in gioventù ha avuto i cog***ni e, ora che la vita non è più sopportabile, non vede l’ora di togliersi dai cog***ni”.

Insomma, il delirio totale firmato Corriere dello Sport. L’arroganza nel giustificare un’offesa. L’assurdità nello scrivere cose del genere. L’imbarazzo nell’avere il coraggio di scriverle. E questo sarebbe il ‘giornalismo’, colui che ci deve informare, dare l’esempio ed essere imparziali. E invece, ancora una volta si usa la presunzione del sapere tutto. La presunzione di dare lezioni di italiano, di comportamento e di nullità. La scarsa comprensione, l’evidente malafede con tanto di prostituzione intellettuale (tanto per citare il Vate di Setubal).

D’ora in poi apprezzerò di più Novella 2000. Buon non-divertimento a tutti.

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