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Bergomi: “Eriksen come Gabigol, non è un campione. L’Inter per inserirlo ha perso forse uno scudetto”

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Giuseppe Bergomi, ex difensore dell’Inter, analizza così nel corso di ‘Sky Calcio Club’ di Fabio Caressa il momento vissuto dall’Inter: “L’Inter ora fa le cose semplici, giuste, è tornata ad essere squadra sulla linea di quanto fatto l’anno scorso con il 3-5-2 – dice l’ex capitano interista -. Sta sfruttando bene anche gli spazi per il contropiede. Prima ero critico, ora nelle ultime tre partite l’Inter è tornata a fare l’Inter e il merito lo do a Conte. Prima non giocava da squadra, ieri è stata una vittoria che l’Inter mi aspetto che faccia a San Siro, non sull’onda dell’emotività. Arrivava da una partita difficile in Champions e quella contro il Bologna non era sicuramente una gara da sottovalutare”.

ERIKSEN COME GABIGOL

“È un argomento spinoso per me – dice Bergomi -, Io non lo ritengo un campione, lo ritengo un buon giocatore non adatto al nostro calcio, per me non è un fuoriclasse come lo ritengono gli altri. Un po’ come Gabigol per i primi sei mesi le persone non capivano perché non trovava spazio. L’Inter l’anno scorso ha perso tempo e ha perso forse uno scudetto per provare a inserire Eriksen. È stato presentato come un giocatore che doveva cambiare le sorti dell’Inter, quindi il tifoso non capisce perché non venga fatto giocare. Poi sul perché sia entrato in campo solo nel finale non voglio entrare, difficile dirlo da fuori”.

HAKIMI

“Achraf Hakimi secondo me è un giocatore dalle grandi potenzialità. Quando uno ha un’attitudine come la velocità, nel calcio, va sempre bene. Conte lo sta gestendo bene: giochi col Sassuolo e c’è Jérémie Boga, giochi col Borussia Monchengladbach e c’è Marcus Thuram ed è più funzionale Matteo Darmian. Hakimi, se lo costringi a stare là e fare degli uno contro uno contro questi giocatori, non dà quel contributo. Gioca col Bologna con Aaron Hickey allora va messo lui, che lo fa a fette e taglia: non ha grandi compiti difensivi, deve pensare ad attaccare. Non so se contro lo Shakhtar Donetsk, che gioca Taison o un brasiliano di tecnica, giochi Hakimi: magari sì, ma la gestione è questa. Quando imparerà a difendere nell’uno contro uno diventerà un titolare fisso”.

CRESCITA

L’Inter fa le cose semplici, giuste. Secondo me è tornata a essere squadra, sull’onda dell’anno scorso col 3-5-2, sfruttando le fasce, la forza fisica e l’organizzazione. Rispetto alle prime partite, dove voleva creare gioco e pressava sempre alto, adesso si è creata lo spazio per andare in contropiede. Mentre prima ero abbastanza critico adesso è tornata a fare l’Inter. Il merito lo do ad Antonio Conte, perché è riuscita a ricompattarla. Non giocava da squadra: è stata una vittoria che mi aspetto con le squadre che arrivano a San Siro tipo il Bologna, come doveva essere contro Fiorentina e Torino. Lì è andata sempre sull’emotività di una rimonta e c’è riuscita, invece qui è stata sempre in vantaggio. Il Bologna è una squadra che vuole giocare sempre a calcio e crea problematiche, ma alla fine le grandi squadre riescono a vincere”, conclude Bergomi.

Sky

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