Boateng: “Milan? Felice. Da troppo si parlava dell’altra squadra di Milano”

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Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, Kevin-Prince Boateng si racconta, partendo dal sì al Monza fino al razzismo: “A Galliani e Berlusconi era difficile dire di no. Mi avevano aiutato a diventare uomo, avevo l’obbligo morale di ripagare la loro fiducia”.

RAZZISMO

“I buu razzisti? Quei fatti mi provocarono una ferita dolorosa. Avevo fatto tanti sacrifici per giocare in una delle squadre più forti del mondo. Pensavo di essermi messo alle spalle le giornate buie vissute da bambino. Basta, non potevo più accettare comportamenti del genere. Razzismo? Il clima forse è anche peggiorato. Guardiamo a cosa succede nel mondo, all’uccisione di George Floyd. Ammazzano la gente davanti alle telecamere, anche per futili motivi. Certo, è nato il movimento ‘Black lives matter’ ma troppo poco è stato realizzato per contrastare il fenomeno. Nessun bianco mi ha mai detto di volermi sostenere in questa battaglia. Qualcuno si astiene per paura, altri perché ritengono sia più vantaggioso non esporsi in una vicenda che non li riguarda. Comandano i bianchi: se alzassero la voce loro, saremmo più ascoltati”.

L’ALTRA SQUADRA DI MILANO..

“Milan? Sono felicissimo, era ora che tornasse l’entusiasmo fra i tifosi. Da troppo si parlava dell’altra squadra di Milano. Ibra? Non mi stupisce, da lui ho imparato la voglia di vincere anche in allenamento. Non è mai contento, quando a Milanello sbagliava un passaggio, come a rimproverare se stesso urlava ‘Zlataaaann’. Si immagini cosa gridava agli altri”, conclude Boateng.

Corriere della Sera

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