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Calciopoli, quando l’avvocato della Juve disse: “Eravamo da C, chiesta la B”

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ARCHIVIO GAZZETTA – Infuocata assemblea del Cda della Juve: Cobolli Gigli e Blanc sono stati attaccati dai piccoli azionisti per non aver difeso a sufficienza la Juve nello scandalo più vergognoso della storia del calcio, ovvero, Calciopoli. L’avvocato Cesare Zaccone ha voluto rispondere a chi lo ha accusato di aver fatto poco per difendere i diritti della Juventus in sede di processo. “Qualcuno forse non ha capito la situazione in cui ci siamo trovati – ha detto Zaccone -. Abbiamo dovuto leggere in 5 giorni un dossier di 7.500 pagine, con una serie di atti contro due dirigenti (Luciano Moggi e Antonio Giraudo, ndr) che rappresentavano la società. Invito tutti a leggere queste pagine, soprattutto le persone che santificano Moggi e Giraudo. Vi faccio presente che questi atti parlavano di cose irrispettose per quanto riguarda le regole del calcio e soprattutto parlavano di 4 episodi di illecito sportivo riguardanti 4 gare”.

SCANDALO CALCIOPOLI: ERAVAMO DA SERIE C, ABBIAMO CHIESTO LA B

“Quindi la situazione era a dir poco drammatica – continua Zaccone – e, siccome il comportamento dei dirigenti ricade inevitabilmente sulla società, non c’era molto da fare. Noi avevamo addirittura due dirigenti colpevoli e quindi che cosa dovevamo fare secondo voi? O difendevamo i dirigenti oppure prendevamo le distanze da loro per cercare di far sopravvivere la Juve. Noi volevamo una giustizia equa, però, ve lo ripeto – rivolgendosi agli azionisti – i dati di fatto nei nostri confronti erano drammatici. La Juve era da serie C. Ci siamo permessi di chiedere una B senza penalizzazione perché con i dati di fatto che avevamo sarebbe andata bene“.
Gazzetta dello Sport
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