Caso tamponi: 150mila euro di multa alla Lazio, 7 mesi di inibizione a Lotito

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Dopo il rinvio della scorsa settimana, questa mattina alle 10, da remoto, al tribunale federale è cominciata la “sfida” tra la Lazio e la Procura Figc per le presunte violazioni al protocollo sanitario anti-Covid sui tamponi. In via Campania campeggia uno striscione sistemato dai tifosi biancocelesti: “La Lazio non si tocca”. In videoconferenza a difendere la Lazio dalle accuse l’avvocato Gian Michele Gentile. Non collegati il presidente Lotito e i medici sociali. Come primo atto, il giudice Mastrocola, presidente del collegio, ha respinto la richiesta del Torino di partecipare al processo. Riporta oggi il quotidiano La Repubblica.

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I granata infatti avrebbero voluto esserci accanto alla procura federale come parte interessata. Sei i capi d’imputazione imputati alla Lazio, relativi ai tamponi effettuati a fine ottobre e inizio novembre prima delle gare contro Bruges, Torino, Zenit e Juve. La Lazio, tra l’altro, punta sul fatto che la norma sanzionatoria del protocollo federale anti-Covid, che modificava il codice di giustizia sportiva, non è stata approvata dal Coni.

Dunque, sette mesi di inibizione a Claudio Lotito, 12 ai medici sociali Rodia e Pulcini, e 150 mila euro di multa alla Lazio: è questa la sentenza pronunciata dal Tribunale federale nazionale sui casi di violazione dei protocolli Covid. La Procura aveva richiesto duecentomila euro di multa alla Lazio, 13 mesi e 10 giorni di inibizione a Lotito e 16 mesi per Rodia e Pulcini.

La Repubblica 

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