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CdS: “Serie A, i play-off sono una indifferibile necessità. Ora o mai più”

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Prostituzione intellettuale? Sicuro. Bruciore di sedere? Sicurissimo. Articolo fazioso? Faziosissimo e senza senso, tra l’altro scritto coi piedi. E’ l’articolo di Alessandro Barbano, noto tifoso romanista, scritto sulle colonne del Corriere dello Sport di Ivan Zazzaroni.

“A nove giornate dal termine sappiamo praticamente tutto. Chi vince lo scudetto? Nessuno scommetterebbe su altri che non fosse l’Inter. Chi retrocede? Dati per spacciati Crotone e Parma, lo spareggio riguardo Cagliari e Torino, poiché già lo Spezia, che è quintultima, vanta sulla terzultima un rassicurante distacco di sette punti. Chi va in Champions? Qui qualche dubbio c’è, perché Napoli e Lazio sulla carta possono insidiare il quarto posto dell’Atalanta. Il campionato andrà avanti ancora due mesi, ma la suspense è ridotta a queste residue incertezze.

La contendibilità del titolo è risolta, e la competitività è in sonno. A spalti chiusi, C’è da chiedersi in che modo questo spettacolo possa essere declinato in diritti televisivi. Immaginiamo ora che la chiusura della Serie A fossero i play-off a sei squadre, con uno spareggio tra la terza e la sesta e tra la quarta e la quinta, semifinali tra le due vincitrici con la prima e con la seconda, e una finale. È facile prevedere che, nelle nove partite che restano, i sette club di vertice compresi tra l’Inter e la Roma darebbero fuoco alle polveri per assicurarsi una delle sei postazioni abilitate a giocarsi lo scudetto. Perfino la caccia al secondo posto avrebbe un appeal tutto suo, perché consentirebbe l’accesso alla semifinale, evitando lo spareggio. Il vantaggio concesso alle prime due classifiche valorizzerebbe il merito sportivo fino a quel punto conseguito, lasciando però aperta la possibilità che perfino la sesta classifica si aggiudicasse il titolo. Se la classifica finale cristallizzasse l’attuale equilibrio, gli spareggi riguarderebbero Juventus-Lazio e Atalanta-Napoli, le vincenti delle quali affronterebbero in semifinale Inter e Milan.

Sulla carta anche la Lazio potrebbe puntare a vincere il torneo. I play-off sarebbero una rivoluzione culturale in cima alla classifica. Dove oggi l’obiettivo della maggior parte delle squadre è un piazzamento Champions, cui si connette il premio Uefa per i club. La contendibilità dello scudetto tra le prime sei ribalterebbe questo paradigma, rilanciando il valore del primato sportivo sul traguardo finanziario. Ma l’esito del campionato in corso dimostra che i play-off e play-out sono una indifferibile necessità. Pensavamo che bastasse spezzare la lunga egemonia juventina per riaccendere la passione. La fuga solitaria dell’Inter smentisce questa illusione: Conte potrebbe far suo il titolo con quattro turni d’anticipo. Ma già ora, a nove gare dal termine, la competizione è disarmata.

Scommettere su una maggiore contendibilità del titolo è una leva per alzare quella asticella dell’agonismo e della qualità tecnica, ribaltando il declino dei nostri club in Europa. Ma più di tutto valgono le ragioni dello spettacolo e della sua fruizione: Un prodotto privo di mordente non ha audience e perciò non ha mercato. La transizione che il calcio attraversa, segnata dalla crisi sanitaria e dalla sequenza ravvicinata di Europei e Mondiali, offre una finestra per progettare il futuro”.

Corriere dello Sport

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