Conte: “Adesso il pallone pesa di più e tanti giocatori sentono la pressione”

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Queste le prime parole di Antonio Conte dopo la vittoria di misura dell’Inter contro il Verona:

“Col pallone che inizia a pesare tanti calciatori si trovano in questa situazione e sentono la pressione. Però penso che anche oggi col Verona abbiamo fatto la partita con tante occasioni per fare gol. Certo che situazioni come quella di Lautaro all’avvio dimostrano che il pallone pesa più del solito, riuscire a vincere quest’anno significa mettere nella testa un’esperienza che ti porta a essere vincente e questo è importante. Altri comunque stanno perdendo punti, mentre noi abbiamo un ruolino costante. A volte fatichiamo di più, altre meno, ma l’importante è tenere il piede sull’acceleratore”.

SCUDETTO

“Io vedo il 95% della conquista dello Scudetto, penso sia una corsa importante. Non è ancora conquistato, ma vincere contro una squadra che non aveva nulla da perdere ed è venuta a giocare a viso aperto porta non tre, non sei ma nove punti”.

DIFESA

“Vedo tante similitudini col percorso fatto con Bonucci, Barzagli e Chiellini alla Juve. Anche loro erano a zero a livello di curriculum, ci sono tante similitudini con Stefan, Alessandro e Milan. Se iniziano a vincere inizieranno un percorso dove ci sarà anche più consapevolezza, autostima, sicurezza nei propri mezzi. La BBC era vergine a livello di vittorie quando iniziò con me, parliamo di loro dopo un percorso importante. Mi auguro che per Skriniar, Bastoni e De Vrij possa succedere la stessa cosa. Al Chelsea era diverso, c’erano giocatori con esperienze importanti e un curriculum vincente”.

GIRO IN CAMPO

“Lo faccio da tempo con Oriali, facciamo una passeggiata che serve anche a scaricare le tensioni e per vedere com’è il campo visto che i giocatori non lo fanno più. In quei momenti si fermano le lancette, speri che inizi quanto prima perché hai voglia di vedere come finisce, di gioire come sta succedendo in questi due anni in maniera abbastanza frequente. Gioire poi ripaga di tantissimi sacrifici, preoccupazioni, di sperare che la partita vada col piano preparato”.

CONTE E LA STORIA ALL’INTER

“Sicuramente in questi due anni abbiamo lavorato tanto non solo sul piano calcistico ma anche mentale. Come detto tante volte, da tantissimo tempo l’Inter non si trovava ad essere competitiva. Ci abbiamo provato l’anno scorso con finale di Europa League e secondo posto, quest’anno siamo vicini allo Scudetto. Noi lavoriamo tanto anche dal punto di vista mentale, i ragazzi lo sanno. A volte sei pesante, ma ne ho trovati pochi di vincenti che sanno essere leggeri. Alla fine il percorso è di difficoltà estrema, servono lavoro, sacrificio e rinuncia a determinate cose. Chi propina questo viene visto all’inizio un po’ male ma i risultati fanno capire ai calciatori che il percorso è giusto e si fidano del mister”.

PAROLA “SCUDETTO”

“Non sono scaramantico, un allenatore del mio livello non può accontentarsi. Io ho firmato con l’Inter sapendo di avere anche l’1% di possibilità di vincere e su quello lavoro. Il traguardo massimo è l’obiettivo, poi c’è da essere realisti, capire in che momento societario arrivi. Mi rendo conto che il mio cognome porta a vincere, se non lo fai è un problema”, conclude Conte.

Dazn

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