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Conte: “Gli ululati a Lukaku non li ho sentiti, ma bisogna migliorare”

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Antonio Conte ha commentato la vittoria dei suoi ragazzi contro il Cagliari nella sala stampa della Sardegna Arena.

Questa sera c’è stato meno ritmo rispetto alla sfida contro il Lecce.

“Sicuramente è stata una partita diversa: me l’aspettavo. Ieri in conferenza avevo avvisato un po’ tutti, sapevo che sarebbe stata una partita difficile su un campo ostico. Sono straconvinto che chi verrà a giocare a Cagliari non verrà a fare una passeggiata di salute – dice Conte -. Noi siamo riusciti a gestire una situazione non semplice, adeguandoci a questa palla lunga, alle seconde palle e soprattutto a contrasti molto duri. Io sono molto esigente: so che c’è da fare tanto, c’è tanto da migliorare. Ma dico anche che abbiamo vinto una partita difficile: ho fatto il calciatore, so che per vincere a Cagliari devi sudare. Loro sono stati molto bravi, hanno cercato di fare la loro partita. Quindi, complimenti ai ragazzi. Detto questo, dobbiamo continuare a crescere e migliorare”.

Questa sera Romelu Lukaku ha subìto i soliti ululati razzisti.

“Io devo essere sincero: ero talmente preso dalla partita che non ho sentito cori nei confronti di Lukaku. Detto questo, su tante altre situazioni io penso che in Italia dovremmo migliorare molto ed essere più educati e rispettosi nei confronti di chi lavora. Non sto parlando di questo caso: qualche settimana fa, si è lamentato Carlo Ancelotti che pare sia stato insultato. All’estero i tifosi vanno allo stadio per tifare la propria squadra: sono esigenti affinché i loro giocatori diano il massimo, ma poi finisce lì. Non insultano chi lavora. Capisco le fazioni delle tifoserie, ma ci deve essere massimo rispetto. In Italia dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista. Io oggi sono stato bene, non mi ha insultato nessuno. Ma spesso ci sono insulti e nessuno dice niente: questa non è una bella cosa”.

Il reparto offensivo? Non sarebbe il caso di giocare con il 3-4-3?

“Lautaro Martinez potrà mettere minuti nelle gambe con l’Argentina, poi tornerà da noi. Sanchez lo conosco molto bene: ha fatto grandi cose, a Barcellona e all’Arsenal. Negli ultimi due anni non ha fatto grandi cose allo United: dobbiamo riportarlo a quel livello. Contiamo tanto su di lui: è un giocatore che vede la porta, che salta l’uomo. Punteremo su di lui, su Lautaro, su Lukaku e su Esposito, che continuerà a stare con noi. In rosa abbiamo centrocampisti bravi nell’inserimento come Vecino e Gagliardini. So che possono crescere tanto: Vecino deve crescere tanto, Gagliardini deve tornare a essere il Gagliardini che conosciamo tutti. Poi abbiamo Sensi, abbiamo Barella… Se giochi con il 3-4-3, togli loro la possibilità di inserirsi. Poi a gara in corso può palesarsi questa ipotesi. Quando avrò tutti i giocatori, perché li ho avuti a tratti, proveremo diversi meccanismi”.

Il protocollo del Var a suo avviso è discutibile?

“Le nuove regole che sono state introdotte sono molto audaci, nel senso che cambiano totalmente la visione del calcio. Soprattutto sui falli di mano: in panchina stai con la paura, perché basta che il pallone ti prenda la mano. Io non sono “spaventato” dal Var, perché lo vedo come uno strumento utile per andare a vedere diverse situazioni. Ma sono cambiate tante regole: è pericolosa la questione del fallo di mano, visto che molte situazioni sono difficili da capire. Dovremmo amputare le braccia ai calciatori per essere tranquilli, perché è molto molto difficile giocare in questa maniera ed accettare”, conclude Conte.