Conte: “Io non pongo limiti. La squadra viene prima del singolo”

0
460
conte -ciclone -inter- zhang-damascelli

Antonio Conte ha parlato nella conferenza stampa di inizio stagione:

Antonio Conte, perché hai accettato l’Inter?

“E’ stato semplice scegliere l’Inter perché condividiamo l’ambizione e la voglia di vincere, ben sapendo che dobbiamo fare un percorso. La presenza del direttore Marotta è stato un incentivo perché mi conosce. Conosce pregi e difetti miei, come tutti li abbiamo. L’Inter ha grande tradizione ed è uno dei club più importanti al mondo. E’ stato semplice accettare. Io non mi pongo limiti e non voglio che altri se ne pongano, anche perché dovessi pormeli creerei alibi e non voglio accada. Sappiamo benissimo che negli ultimi anni si è creato un gap enorme nei confronti di due squadre, di una soprattutto, ma c’è anche il Napoli che ha dimostrato con grande lavoro e serietà di poter competere ad ottimi livelli. Sappiamo di dover lavorare meglio degli altri per colmare il gap, ma dobbiamo partire con l’ambizione di dare tutto senza avere recriminazioni. Vediamo cosa accadrà”.

Conte ,come cercherà di fare la differenza?

“Noi i top player dobbiamo averli in campo. L’Inter ha una buona base di partenza per poter costruire qualcosa di importante. Sicuramente io dovrò dare un apporto importante come penso di aver sempre fatto nelle mie precedenti gestioni. So di avere grandi responsabilità e la sento nei confronti di chi mi ha scelto. Sono pronto a prendermele e dividerle coi miei calciatori. Penso che questo sia il periodo delle chiacchiere. Dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Mi piace ricordare il motto ‘Testa bassa e pedalare’, dovremo essere bravi e feroci, concentrati sul nostro obiettivo che è quello di avere e dare stabilità. Se vogliamo fare una stagione importante, da protagonisti bisogna avere queste caratteristiche: ferocia, grande voglia di lavorare e di mettersi in discussione, grande spirito di sacrificio, con la voglia e l’obbligo di uscire ogni domenica con la famosa maglia sudata. Lo pretenderò da tutti i calciatori e sono convinto possano farlo”.

Ti senti un allenatore che vale 10-15 punti in più?

“Con l’io non si va da nessuna parte – sottolinea Conte -. Non ho la presunzione di pensarlo. Ragioniamo col ‘noi’ e per questo lavoriamo per essere un gruppo unito. coeso. Tutti insieme possiamo prendere dei punti in più, io dovrò indicare la strada. Questo mi compete. La dovrò indicare io ed essere molto attento affinché la squadra segua questa strada. La strada per il successo non è semplice, è fatta di fatica, di sofferenza e sudore. Ma il mio compito è indicarla. I giocatori, e siamo d’accordo col club, dovranno seguire questa strada se vogliamo pensare da vincenti. Se qualcuno non ha questo scopo della vittoria è giusto che si faccia onestamente da parte e noi dobbiamo essere molto chiari. Poi ci saranno i calciatori. Confido molto nella rosa e sono convinto che tutti insieme possiamo costruire qualcosa di importante. Non sarà facile, bisognerà lavorare tanto e quando si lavora non sempre si è contenti. Noi invece dovremo essere contenti di farlo”.

Che sensazione ti dà questa nuova sala e questa nuova avventura?

“Una bellissima avventura, riprendo dopo un anno con un nuovo club e una nuova struttura. Un club di grandi tradizione i cui trofei ti fanno capire l’importanza nel mondo. Per me e tutti i noi i trofei devono essere l’incentivo in più per tornare dove si era un bel po’ di tempo fa”.

E’ un’impresa più difficile delle altre che ha affrontato?

“Io ho detto in quell’intervista che volevo avere almeno l’1% di possibilità di vincere. Vuol dire che hai il 99% di possibilità di perdere. Però a me piace lavorare su quel’1%. Ribadisco che abbiamo di fronte una squadra che da otto anni a questa parte fa un campionato a parte, in più il Napoli si è assestato ed è collaudato. Noi dobbiamo essere bravi a costruire qualcosa. Non dobbiamo chiedere tempo, ma non dimentichiamo che per due anni di fila l’Inter si è qualificata all’ultima giornata in Champions. Nessuno qui si considera un mago, ma noi lavoreremo tanto e dobbiamo farlo meglio degli altri se vogliamo colmare il gap prima possibile – dice Conte -. Il gap esiste ma non deve essere un alibi o un qualcosa che ci fa diventare arrendevoli. Nelle mie passate esperienze, alla Juventus partimmo dopo due settimi posti e vincemmo il campionato. Col Chelsea arrivai dopo un decimo posto e vincemmo il campionato. Penso che con la Nazionale abbiamo fatto un percorso importante. Nulla è impossibile però dobbiamo anche sapere che per far diventare possibile l’impossibile c’è da lavorare tanto. Sul mercato, in campo, sulla mentalità. Quel che posso promettere oggi ai tifosi è che daremo tutto noi stessi per costruire qualcosa di importante”.

Vedi delle analogie con la prima Juve del tuo corso?

“Credo non sia giusto fare paragoni con la Juventus o col Chelsea. Sono situazioni molto diverse. E’ inevitabile che da domani inizieremo a lavorare e sarà molto importante per me avere il contatto e la quotidianità coi calciatori. Trasferire quel che devo. Noi partiamo da una buona base di calciatori che si è qualificata per due volte in Champions da quarta in classifica. Oggi non dobbiamo porci dei limiti. Noi dovremo fare il massimo, in ogni competizione, partendo con l’obiettivo che niente è impossibile. Questo deve essere chiaro nella nostra mente. Noi dovremo lavorare con voglia e desiderio di fare qualcosa di straordinario. Per farlo hai bisogno di buoni giocatori e di uomini straordinari e noi stiamo cercando questo”.

Quale obiettivo vuole raggiungere Conte entro fine contratto, nel 2022?

“L’obiettivo comune col club è costruire qualcosa di importante. E’ quello di mettere le basi per tornare ad essere competitivi come l’Inter era un bel po’ di tempo fa. Questo è l’obiettivo che abbiamo tutti. L’obiettivo è lavorare tanto e alla data di scadenza lasciare un’eredità importante a chi verrà eventualmente”.

Che accoglienza ti aspetti a Torino?

“Sicuramente sarà una partita importantissima perché andremo a sfidare i detentori del titolo da otto anni. Saranno due gare importanti, a San Siro e allo Stadium. Fermo restando che ce ne saranno altre 36. Se vuoi essere ambizioso non devi focalizzarti su una o due partite all’anno. Ci sarà emozione sicuramente, nell’entrare allo Stadium. Conoscete benissimo la mia storia, non vorrei tediarvi qui a raccontarla. Conoscete il mio passato, ci sarà sicuramente emozione fin quando non ci sarà il fischio d’inizio. Dopo so benissimo di essere un avversario e che la Juventus sarà un’avversaria per noi per tutto il campionato. Dovremo essere pronti a combattere prevalere”.

Come pensa di far diventare regolare quest’Inter?

“Sfrutto la domanda per sottolineare i meriti di Spalletti. E’ arrivato dopo anni in cui non si entrava in Champions, lo ha fatto e mi lascia una buona base. Lo ringrazio per il lavoro svolto e perché grazie a lui, ai calciatori e al club possiamo giocare in Champions. L’obiettivo è avere più stabilità, di essere più regolari. L’Inter negli ultimi due anni si è qualificata all’ultima giornata con grande pathos. Dobbiamo alzare l’asticella e andare al prossimo step, avvicinandoci a chi è davanti. Non guardare chi è dietro. E dobbiamo trovare il modo di colmare la distanza. Il gioco che vorremo fare è cercare di rendere felici i nostri tifosi, coinvolgerli col nostro gioco trasmettendo passione. Lavoreremo per dare un’identità alla squadra, un marchio di fabbrica. Su questo lavoreremo perché vogliamo rendere orgogliosi i tifosi, ci tengo ed è giusto che si lavori tanto per permettere alla gente che fa sacrifici per venire allo stadio di essere orgogliosa al di là del risultato”.

Conte ha intenzione di proseguire con la difesa a tre?

“Tante volte sono partito con un’idea e poi ho cambiato scoprendo i giocatori. Guardando la rosa il reparto difensivo è molto forte e non mi riferisco solo a Godin, De Vrij o Skriniar. Anche D’Ambrosio, Ranocchia o Bastoni giocherebbero titolari in qualsiasi altra squadra. Partiremo su una base forte in quel settore e con una difesa a tre. Vedremo che situazione andremo ad affrontare. Non ho un dogma fisso. L’importante è che rimangano i principi e l’idea di quel che vogliamo fare, un calcio propositivo e che appassioni i nostri tifosi”.

Come ha visto Lautaro Martinez in Coppa America?

“E’ un giocatore forte che l’anno scorso ha fatto una stagione di ambientamento importante. Ha fatto un’ottima Coppa America. Non vedo l’ora di scoprirlo. La soddisfazione è sempre quella di capire le qualità anche umane di un giocatore. L’allenatore bravo è quello che migliora i calciatori”.

Dopo testa, cuore e gambe c’è un quarto elemento che aggiungerà?

“La passione per questo sport. Perché secondo me la stiamo un po’ perdendo. Si guardano più altri interessi e invece dovremo avere più passione per lo sport che facciamo, dimostrando questa passione quotidianamente”, conclude Antonio Conte.

Inter TV