Conte: “Le cinque vittorie di fila non sono frutto del caso”

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Antonio Conte ha parlato con i giornalisti nella sala stampa del Meazza. Ecco le sue parole:

Quanto conta fare 5 vittorie consecutive?

“Conta perché oggi affrontavamo una squadra forte, consolidata nel tempo, perché sono 4 anni che lavorano con Simone. Poi la Lazio ha sempre aggiunto giocatori su un impianto già collaudato, questa è la differenza principale tra noi e loro. Noi siamo neonati a livello di progetto, abbiamo cambiato 10 giocatori, vendendo pezzi importanti e sostituiti – sottolinea Conte -. Noi siamo all’inizio ma al tempo stesso dico anche che cinque vittorie non sono frutto del caso. Penso che oggi nel primo tempo siamo stati fortunati perché la Lazio meritava di arrivare a riposo come minimo col pareggio perché Handanovic ha fatto 2-3 interventi importanti. Poi nella ripresa ho visto un’altra partita: ho visto un’Inter che ha ripreso a giocare, ha creato, questi sono segnali incoraggianti perché non naufragare nelle difficoltà è importante. C’è ancora tanta strada fare, ma dobbiamo essere contenti di queste 5 vittorie. Oggi sono contento perché Biraghi ha giocato per la prima volta dal 1: dovrò prendere dei rischi, stasera l’ho fatto facendo riposare dei giocatori perché non possono fare 7 partite in 20 giorni. Vedo il bicchiere mezzo pieno in questo momento, non ci saranno scorciatoie: cerchiamo di fare il percorso più veloce. Quando parlo di crescita, parlo di conoscenze. Qualcuno può pensare che noi facciamo delle ripartenze ma quelle sono uscite che non fai se non ci lavori: è frutto di un lavoro, non del caso”.

Barella ha fatto molto bene. Avevi detto che l’Inter è strutturata per giocare a tre, serve proprio giocare a tre oppure si può fare anche due dietro la punta? 

“Dipende dalle partite e della forza dell’avversario. Nel primo tempo eravamo 3-4-1-2 con Vecino schierato su Parolo. Poi a centrocampo ci siamo messi a 3. Per le caratteristiche dei giocatori che abbiamo, sicuramente è meglio essere a 3 in fase di possesso e non possesso: a due si fa più fatica a coprire il campo”.

Mossa Sensi per andare ad azzannare la partita? 

“Ero preoccupato a fine primo tempo perché eravamo passivi come se aspettassimo di prendere un cazzotto in faccia. Ho sperato arrivasse la fine del primo tempo, dove siamo stati fortunati a chiuderlo in vantaggio di un gol. Nella ripresa ho apportato qualche modifica e l’Inter è uscita nella giusta maniera”.