Conte sotto processo, Zhang lo protegge: “Lottare insieme e dare tutto”

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C’è stato sì un colloquio per analizzare il momento tra l’allenatore e la dirigenza, salita compatta ad Appiano Gentile dopo il pari con lo Shakhtar. Si è parlato di mentalità e di qualità della rosa: tutti concordi, va migliorata. Dalla Cina sono poi arrivate le parole del presidente Steven Zhang: “Eravamo consapevoli delle difficoltà che avremmo potuto incontrare in questa stagione anomala. Insieme abbiamo deciso di affrontarle con coraggio e determinazione. Il nostro obiettivo non cambia, lottare e dare tutto per il bene dell’Inter. Insieme”. Un’uscita attesa e doverosa da parte del presidente che qualche settimana fa, parlando agli azionisti, definì Conte “un leader che ha le capacità per creare una mentalità vincente”. Lo riporta oggi il Corriere della Sera.

“Il flop di Champions rimane e non è di facile digestione. La parola crescita è ricorrente nei discorsi della proprietà, l’eliminazione però segna un passo indietro dall’insediamento del gruppo Suning. Dopo la prima disastrosa stagione, c’è stato sempre un avanzamento, stavolta la brutale uscita è un’inchiodata. Proprio la mentalità vincente di cui parlava Zhang non s’è vista con lo Shakhtar e mai nelle partite decisive. La squadra non riesce ad assorbirla, a fare il salto di qualità, forse perché non ha nel suo dna i geni di cattiveria e vittoria. Negli scontri diretti è sempre mancata: Barcellona, Real Madrid, Borussia Dortmund, Juventus, tutte cadute rovinose. Quando bisogna vincere, l’Inter fallisce”.

“Conte in Italia, dove il livello è inferiore, riesce a mascherare la mancanza di qualità, in Europa non è lo stesso. In Champions non si fanno miracoli, escono i valori. Vero che il tecnico non ha mai avuto troppa fortuna nella coppa. In cinque partecipazioni tre volte si è fermato ai gironi, una agli ottavi (il suo Chelsea uscì con il Barcellona) e una ai quarti, guarda caso con la Juventus appena ricostruita. Mai avuto grandi corazzate, l’Inter stessa non lo è, però si poteva fare meglio”, conclude il Corriere.

Corriere della Sera

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