Cori razzisti a Lukaku, in Italia mutismo. In Inghilterra: “Nessuno parla?”

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Ancora un grave episodio di razzismo nel calcio italiano e a Cagliari, in particolare. Durante il calcio di rigore battuto dall’attaccante Romelu Lukaku si sono sentito dei buu provenire dalla curva rossoblu, tanto che l’attaccante belga ha poi esultato rivolgendosi con fare di sfida. Le immagini e l’audio dei cori hanno immediatamente fatto il giro del web, avendo ampio risalto soprattutto sulla stampa inglese. In Italia c’è stato un mutismo totale dalla parte della stampa, invece molti siti di tabloid inglesi già nella serata di ieri sottolineavano la gravità dell’episodio. A metterlo in evidenza con particolare forza sono stati i giornali BBCSun.

La BBC ha sottolineato: “Cagliari è stata pesantemente criticata sui social, ma il club non ha ancora preso una posizione rispetto ai fatti accaduti”. 

Il Sun ha dato grande evidenza all’accaduto alla Sardegna Arena di Cagliari: “Nessuno parla? È necessario prendere provvedimenti”.

Talk Sport: “Cori razzisti evidenti, ululati all’indirizzo di Lukaku”

Fra l’altro a Cagliari non è la prima volta che questo accade, visto che lo scorso anno cori razzisti furono rivolti ai giocatori della Juventus Moise Kean e Blaise Matuidi. In quell’occasione il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, disse di non aver sentito nulla dalla tribuna dello stadio.

Il regolamento della FIGC prevede che in caso di cori razzisti e discriminatori l’arbitro possa sospendere la partita una prima volta per qualche minuto e successivamente interromperla, se i cori dovessero continuare. Alla seconda sospensione le squadre devono lasciare il campo e possono rientrarci solo su decisione favorevole del responsabile dell’ordine pubblico. A Cagliari — come l’anno scorso — l’arbitro non ha né interrotto l’incontro né segnalato cori razzisti nel suo referto di gara. Questo accade spesso quando i cori non sono abbastanza forti da essere sentiti in mezzo al campo, dove i suoni risultano più ovattati. I numerosi video girati sugli spalti, tuttavia, tolgono ogni dubbio e mettono ancora una volta in discussione il regolamento federale. Il fatto che l’arbitro non abbia segnalato nulla, non impedirà al giudice sportivo di valutare il caso ed eventualmente stabilire sanzioni per tifosi e società, come successo lo scorso inverno per i fatti di Inter-Napoli.