Coronavirus, proroga quarantena: possibile il prolungamento fino a maggio

0
6736
conferenza-del-premier-giuseppe-conte-stop-serie-a-dpcm-aprile-maggio-lockdown

Il Governo italiano ha già stabilito una conferma delle chiusure fino al 18 aprile e una possibile nuova proroga fino a maggio. Dopo l’entrata in vigore del decreto legge che prevede sanzioni da 400 a 3.000 euro per chi viola i divieti di spostamento decisi per contenere il contagio da Coronavirus, ben 4.942 persone sono risultate non in regola. Quasi il doppio del giorno precedente, nonostante siano stati fatti meno controlli. Conferma il Corriere della Sera.

Dunque, troppo alto il rischio che – qualora si decidesse di allentare sia pur di poco le misure – ci sarebbero violazioni gravi rispetto alla necessità di mantenere la distanza e di stare protetti con le mascherine e gli altri dispositivi. Ecco perché la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha deciso di potenziare ulteriormente i posti di blocco in tutta Italia coinvolgendo anche gli agenti della polizia municipale con funzioni di pubblica sicurezza. E perché il decreto che sarà firmato il 3 aprile prossimo non dovrebbe contemplare alcuna concessione rispetto al lockdown attualmente in vigore.

Una situazione tanto grave da convincere i responsabili della sicurezza a potenziare i posti di blocco, come infatti è stato previsto nella circolare firmata il 27 marzo dal prefetto Matteo Piantedosi. Il capo di gabinetto del Viminale ha richiamato la direttiva del capo della polizia Franco Gabrielli del 13 marzo scorso che organizzava il dispositivo sottolineando come «la diffusa azione di verifica necessaria in questa fase emergenziale impegna, non solo le Forze di polizia, ma anche i Comuni, per il tramite dei Corpi e Servizi di polizia locale, in un momento delicato per la vita del Paese in cui tutte le polizie, ivi comprese quelle locali, costituiscono risorse essenziali per garantire la sicurezza delle relative comunità, contribuendo altresì alla sorveglianza sul rispetto delle misure emergenziali adottate».

Il premier Giuseppe Conte si confronterà con il comitato tecnico scientifico per preparare il nuove decreto da far entrare in vigore il 4 aprile con una possibile nuova proroga fino a maggio. La decisione è presa, in Italia resta tutto chiuso, come ha confermato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a Sky: “Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta“. E certamente l’interruttore non può essere accesso a pochi giorni dalla Pasqua, quando anche una minima apertura potrebbe diventare una voragine.

corriere.it