Correa: “Brozovic giocatore impressionante. Luiz Felipe? Non piangeva per me, ma per il rosso”

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“Siamo ancora a inizio stagione, ma di sicuro senti nell’aria che questa è una partita speciale, una di quelle che possono cambiare una stagione: i tifosi nerazzurri ci chiedono una grande gioia e noi vogliamo dargliela”. Parla così Joaquin Correa, attaccante dell’Inter, intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport‘ a un giorno dal derby con il Milan: “Sarebbe sbagliato se noi ora facessimo questi calcoli, se pensassimo ai rischi e ai pericoli. Dobbiamo, invece, ragionare al contrario, pensare a quanto sarebbe importante arrivare noi a -4: con una vittoria può cambiare tutto, sarebbe un messaggio, significherebbe che possiamo ancora essere protagonisti. Ma ora i giudizi definitivi non servono, serve stare là attaccati alla vetta”.

Correa continua: “Se il Milan mi sta antipatico? No, ma sono molto legato al gol segnato nella semifinale di Coppa Italia 2019 con cui abbiamo passato il turno anche perché alla fine abbiamo portato a casa pure il trofeo. Un’altra volta ho segnato un gol al 94’: sono state tutte reti importanti, ma voglio segnarne altre ancora”.

IL DERBY DI MILANO

“Io bambino davanti alla tv e dentro al campo ci sono fumogeni, mille luci e tantissimi campioni. Ho pensato a quanto sarebbe stato bello essere lì, anche solo per vederlo. E invece adesso lo gioco pure…”.

L’ARRIVO ALL’INTER

“Una telefona importante è stata quella di Veron, un riferimento per noi all’Estudiantes. Era incredibile, non sbagliava un passaggio. Stavolta gli ho chiesto informazioni sul club e lui ha detto subito: ‘Vai!’. Mi ha fatto capire quanto sia grande l’Inter, cosa significhi essere qua. Io non ci ho pensato un attimo: questo sogno ce l’avevo sin da bambino quando l’Inter l’avevo solo sfiorata”.

IL PROVINO DEL 2012

“Mi ricordo la Pinetina, l’aria che si respirava, l’emozione: volevo a tutti i costi trasferirmi anche perché ero già tifoso del club visti i tanti argentini. Alla fine i club non si sono accordati: evidentemente doveva andare così, dovevo arrivare qua da adulto”.

INZAGHI

“Dopo il mio procuratore, ho sentito proprio lui oltre che il club: mi ha fatto capire che questo era un passo in avanti importante. Sentirlo in quel momento mi ha reso felice e sicuro. Non lo vedo cambiato, è sempre tranquillo e determinato. Bravissimo a gestire con intelligenza: un fratello maggiore che si fa volere bene dai suoi giocatori. E anche il suo staff lavora benissimo: per questo penso che le cose andranno bene per noi, basta avere pazienza”.

DZEKO

“Con Dzeko scherzo sempre: gli dico che a Roma vincevamo sempre noi. Averlo come avversario era dura, meglio da compagno: è pazzesco, segna tantissimo”.

LAUTARO

“La competizione con Lautaro è sana, ma andiamo tutti nella stessa direzione. Anzi il Toro mi sta aiutando tantissimo in tutto: è un top dentro e fuori dal campo. Prima di venire mi chiamava continuamente per chiedermi: ci teneva che venissi”.

L’INIZIO INTERISTA

“Mi aspettavo di stare meglio fisicamente e, quindi, di giocare di più. Ma piccoli infortuni mi hanno penalizzato e questo mi fa arrabbiare. Ma il mio tempo arriverà: ora sto bene e sono pronto a giocare più minuti”.

BROZOVIC

“Il livello della rosa è altissimo. Ma Brozovic, al di là degli scherzi, è impressionante: quanto corre per tutto il campo…”.

LUIZ FELIPE

“Alla fine il cattivo sono stato io per la reazione nervosa! Non era il momento giusto, ma abbiamo subito fatto pace, e resta un fratello. In campo, però, non piangeva per me, ma per il rosso”, conclude Correa.

La Gazzetta dello Sport

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