Eto’o: “Moratti e Materazzi amano l’Inter. Interisti tifosi fantastici”

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Samuel Eto’o ha parlato in esclusiva ai microfoni de la Gazzetta dello Sport alla vigilia della sfida di domani tra il Barcellona e l’Inter al Camp Nou.

Eto’o, le esperienze con Inter e Barcellona sono state il meglio della sua carriera?

“No, il meglio è stato il Maiorca. Ma il punto d’onore della mia carriera sì: al 50% Inter e al 50% Barcellona”.

Cosa le ha dato il Barcellona e cosa l’Inter?

“Il Barça è stato la vetrina che mi ha permesso di far sognare a milioni di ragazzi africani che tutto è possibile nella vita. L’Inter lo ha confermato, è stata il punto successivo: due Triplete di seguito con due squadre diverse. E mi ha confermato che avevo fatto bene a non ascoltare chi mi diceva: “Non devi andare in Italia, lì la gente di colore ha problemi”. Meno che in altri posti, in realtà”.

Quando Balotelli giocava con Eto’o, Eto’o diceva: può diventare come Messi e Ronaldinho.

“A Mario voglio bene come a un fratellino, ma non ha mai giocato neanche al 10% delle sue qualità: il Mario che vedevo in allenamento quando aveva voglia, non si è mai visto in partita. Peccato, in alcuni momenti ha saputo segnare i cuori di chi lo guardava, ma avrebbe potuto segnarli tutti i giorni per vent’anni”.

Ha visto il derby?

“Sì, e ho visto che ci sono i giocatori, c’è l’allenatore, un club che sta mettendo molti soldi, sono fantastici, uno dei migliori pubblici del mondo. Non sono un mago, ma il mio sogno è venire a festeggiare a San Siro la prossima Champions vinta dall’Inter: sento l’energia giusta per sognare cose grandi”.

Il film Inter-Barcellona 2010 in una sequenza.

“In due sequenze. La prima: Materazzi e Balotelli dopo la partita di San Siro. Non posso spiegare cosa successe (Materazzi picchiò Balotelli che aveva gettato a terra la maglia dell’Inter ndr), ma se rivedo l’immagine di quello spogliatoio rivedo lo spirito del nostro gruppo. Se ci sono due persone che amano davvero l’Inter sono il signor Massimo Moratti e Marco Materazzi. A Marco dissi: “Chapeau, uomo vero”. E a tutti gli altri: “Questa eliminatoria la passiamo noi”. La seconda, al Camp Nou. Ero stanco morto, Zanetti se ne accorge, mi viene vicino e mi parla piano: “Sigue negro, sigue: insisti, manca poco, ancora un po’, ancora un po’”. Le confesso una cosa: ogni volta che vedo una partita dell’Inter sento ancora quella voce di Pupi”.

Le piace Lukaku?

“In campo e fuori dal campo. Siamo stati insieme all’Everton: grande e grosso ma è come un bebé, però molto intelligente anche se giovane e infatti ha detto cose importanti sul razzismo. Ci sono calciatori che si sentono stelle e altri persone normali: lui è nel secondo gruppo. E vedrete quanti gol farà”.

Cosa la colpisce di Conte?

“Non perde mai di vista la vittoria finale: sono in pochi, di quella razza”.

Le manca giocare a San Siro?

“Non è detto che non possa giocarci un’altra volta…”.

Gazzetta dello Sport