Eto’o: “Quest’anno spero sia quello buono. Sono interista. Moratti divinità”

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Samuel Eto’o, la leggenda nerazzurra, è stato uno degli ospiti del Vanity Fair Stories Festival. Dal palco dell’evento l’ex bomber nerazzurro ha parlato di tanti argomenti. Ecco le sue parole:

EPISODI DI RAZZISMO – “Purtroppo il problema è lo stesso da anni – dice Eto’o -. Non è peggiorato, solo che se ne parla di più per questioni politiche. Il problema non sono quattro ultras che dicono cose stupide, bensì le dirigenze che devono fare di più per mettere un freno a certi comportamenti. Non dovremmo mai dimenticarci quanti bambini seguano questo sport, dobbiamo puntare a essere un esempio: quindi pure i giornalisti devono condannare. Devono scioperare. Smettere di giocare potrebbe essere un segnale importante, perché colpirebbe gli interessi di molti, il portafoglio. Ma la protesta non dovrebbe riguardare solo i calciatori di colore, ma tutti. Comunque posso dire che l’Italia non è un paese razzista: ho tanti amici che lavorano qui e si trovano benissimo”.

RICORDO PIU’ BELLO – “Il presidente Massimo Moratti, con lui potevamo parlare di tutto, era come una divinità. Unico, il numero uno”.

TRIPLETE“La svolta della stagione del Triplete è arrivata nella partita col Chelsea, Mourinho ci fece un discorso pazzesco – spiega Eto’o -, ancor prima di scendere in campo sapevamo che avremmo vinto. Però il momento più incredibile è stato il match con il Barcellona, che sofferenza”.

IO INTERISTA – “Abbiamo una chat con i vecchi compagni nerazzurri. Seguo il calcio italiano, ovviamente, c’è l’Inter e questo può essere l’anno buono. Lo spero tanto perché sono un tifoso interista“. 

Vanity Fair