Furia Benevento: “Rigore su Rebic e non su Caprari”. Pasqua sotto accusa

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Primo tempo di Benevento-Milan molto discusso con l’arbitro Pasqua protagonista. I padroni di casa hanno protestato in due occasioni con il fischietto di Tivoli prima per un contatto in area di rigore rossonera tra l’ex nerazzurro Gianluca Caprari e Brahim Diaz e poi per un possibile fallo da ultimo uomo di Calabria sullo stesso Caprari: due interventi giudicati regolari dall’arbitro Pasqua e per i quali il VAR ha deciso di non intervenire aizzando le proteste degli uomini di Pippo Inzaghi.

Poco prima del rigore concesso al Milan (fallo di Tuia su Rebic) a chiedere un penalty infatti era stato il Benevento con Caprari che dopo aver saltato Brahim Diaz finisce a terra in area nell’area di rigore rossonera. Le immagini suggeriscono un leggero tocco dello spagnolo sul piede dell’attaccante sannita ma per l’arbitro Pasqua così come per il VAR (che non ha richiamato il fischietto laziale per rivedere al monitor il contatto tra i due calciatori) si tratta di un intervento non passibile della massima sanzione. Ma dopo il rigore assegnato al Milan, il Benevento ha nuovamente protestato per un intervento al limite dell’area rossonera di Davide Calabria sullo stesso Caprari lanciato a rete. Secondo il direttore di gara non ci sono gli estremi per il fallo da rigore e, dato che si trattava di una chiara occasione da rete, per il conseguente cartellino rosso nei confronti del difensore milanista. Anche in questo caso nessun intervento da parte del VAR che è invece poi intervenuto in occasione dell’espulsione di Sandro Tonali (per un brutto fallo su Ionita) avvenuta qualche minuto più tardi.

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