GdS – Eriksen verso la conferma: i due motivi che hanno convinto Conte

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Christian Eriksen contro il Napoli ha dimostrato di poter stare dentro l’Inter di Antonio Conte. Di più, ha fatto vedere di poter diventare una vera arma di questa squadra, tanto più importante in un momento in cui le vecchie risorse devono essere riattivate e ritrovate. Contro la Sampdoria il danese, che ha preso parte a tre gol (due reti e un assist) nelle quattro gare da titolare giocate, dovrebbe essere confermato come rifinitore nel nuovo 3-4-1-2 su cui il tecnico ha lavorato dopo il lockdown. Oltre alla buona prestazione generale di Chris, sono due i motivi principali che potrebbero aver convinto Conte a preferirlo ancora a Stefano Sensi.

“La prima – scrive gazzetta.it -, è una questione tattica, che risponde all’esigenza di trovare nuovi modi per arrivare al tiro: se nella prima parte di stagione l’Inter era stata squadra tutta verticalità, capace di sfruttare la potenza e i nuovi automatismi per innescare immediatamente le punte, col passare dei match e l’aumentare delle contromisure e della fatica aveva un po’ inceppato gli ingranaggi”.

Dunque, “l’inserimento di Eriksen fra le linee permette a Conte di trovare più soluzioni offensive in un momento in cui la brillantezza non è al massimo. Le ripartenze dagli esterni e di Lukaku e Lautaro hanno bisogno di immediatezza e velocità massima di esecuzione, passando dai piedi del danese si può sopperire con visione e talento”.

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“Ma l’upgrade più visibile e immediato – spiega la rosea -, è quello relativo ai calci piazzati, che con Eriksen diventano subito una risorsa e una minaccia. In passato, recente e meno recente, su corner e soprattutto punizioni l’Inter aveva faticato a trovare la via del gol e a creare pericoli. Scambi corti e soluzioni alternative erano state risorse di emergenza di fronte all’assenza di veri specialisti. Con Eriksen il salto di qualità è stato immediato: il corner finito in rete è stato solo uno degli episodi pericolosi, su calcio di punizione ha impegnato Ospina e confermato che anche distanze notevoli possono non essere un ostacolo. In un momento in cui tutte le big (a giudicare dalla Coppa Italia) sembrano avere difficoltà a trovare al via del gol, trasformare in minaccia ogni punizione presa può essere decisivo, anche per sbloccare gli attaccanti”.

gazzetta.it

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