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GdS – Inter danneggiata, Conte ha ragione: avversari più freschi

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Il calendario è effettivamente folle. Lo è per l’Inter, ma anche per le altre diciannove squadre, almeno se osservato con occhi pre-Covid. Quello dell’Inter è più folle degli altri, e Antonio Conte ha ragione. Ha espresso il concetto con veemenza, domenica, dopo la partita con la Roma. È vero? Quanto è vero? La verifica, calendari alla mano, conferma che il percorso dell’Inter è stato effettivamente più complesso di quello delle rivali per lo scudetto (Juve e Lazio alla ripartenza, l’Atalanta si è inserita dopo). La Gazzetta dello Sport riporta tutti i dettagli.

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“Un dato in particolare spicca: non tanto la denuncia di partite più ravvicinate che per altri, ma il conto dei giorni di riposo delle avversarie dirette. Qui effettivamente c’è una differenza sensibile: l’Inter per cinque volte in queste otto giornate ha giocato contro squadre che avevano avuto un giorno in più di riposo. Alla Juve non è mai successo, anzi per due volte le avversarie hanno avuto ventiquattr’ore di “stacco” in meno”.

“Alla Lazio è accaduto solo alla 28ª (due giorni in più per la Fiorentina), ma poi per tre volte il calendario le ha dato un “vantaggio” nei riposi. Ce n’è abbastanza per parlare di un disegno “per mettere in difficoltà l’Inter”, per visualizzarlo come uno “schiaffo”? Probabilmente no, tanto più se si considera che di queste cinque gare giocate con più “fiatone” la squadra di Conte ne ha vinte quattro, pareggiando solo con la Roma. I match che hanno condizionato la rincorsa la Juve, a partire dalla sconfitta col Bologna fino ai pareggi con Sassuolo e Verona, invece, sono stati giocati alla pari”.

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TUTTO ANOMALO

“Però resta un’anomalia – scrive la rosea -, frutto di una contingenza, di incroci obbligati, di un “disallineamento” dell’Inter nato per le esigenze del recupero di campionato e della Coppa Italia accoppiata all’appetibilità di Lukaku e compagni per le televisioni. La Lega, che compila le giornate e decide anticipi e posticipi, non ha risposto ufficialmente alle proteste dell’allenatore nerazzurro. Ieri ci sono stati contatti fra i vertici della Lega e quelli nerazzurri (l’a.d. Marotta) che sono andati nel segno della distensione”.

“Il Consiglio di Lega, in cui sono presenti Marotta e Antonello, prima della ripartenza ha deciso la struttura del torneo, ha discusso se partire prima con la Coppa Italia e quando chiudere la stagione, ma poi non è entrato in discorsi di calendario. Quello è stilato dalla Lega stessa, seguendo anche gli obblighi televisivi, come il posizionamento in un posticipo Roma-Inter o Juve-Lazio, scelti dai “right-holder” a inizio stagione come big-match. Per la sfida di ieri sera, considerata a marzo possibile scontro scudetto, erano stati concessi eccezionalmente i 5 giorni che lamenta Conte, ma che le rivali “sconteranno” nei prossimi turni”.

“Fino a questo punto la Juve ha “spalmato” le otto giornate post-Covid in 28 giorni, mentre l’Inter le ha compresse in 25 (26 per la Lazio): è un’altra delle cose di cui si lamenta il tecnico, ma dagli uffici di via Rosellini fanno notare che tutto nasce dall’esigenza di inserire il recupero con la Sampdoria dopo una eventuale finale di Coppa Italia: insomma, una serie di paletti che hanno limitato le possibilità. Le tre partite in sette giorni degli ultimi turni sarebbero obbligate dalla necessità di riallineare una squadra che va in posticipo per non doverla tenere sempre in posticipo. Insomma, una contingenza che non è un’anomalia così rara e che sarebbe evitabile solo facendo giocare sempre tutti insieme, cosa ovviamente impossibile viste le necessità televisive”.

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I MATCH NOTTURNI

“La terza parte delle lamentele di Conte dopo la Roma riguardava la collocazione oraria dei match, con lo slot delle 21.45 considerato troppo frequente, soprattutto in trasferta. Se è vero che finire tardi e rientrare ad Appiano o la notte stessa o la mattina seguente condiziona il lavoro in allenamento, i match notturni sono tutt’altro che una prerogativa solo interista: la Juve ha giocato a quell’ora addirittura in due occasioni in più (7, e lo stesso numero di volte, 4, fuori casa). Col Bologna l’Inter ha perso alle 17.15: i rimpianti reali, su quel match e in generale, sono forse di altra natura”.

La Gazzetta dello Sport

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