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Godin: “Conte e Simeone sono simili. L’Inter come il mio Atletico”

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Diego Godin ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. 

L’INTER COME L’ATLETICO –  “Sì, innanzitutto perché partiamo da una base solida che è l’allenatore: credo sia fondamentale, credo quella sia la pietra sul quale si basa tutto.  In quel caso avevamo il Cholo Simeone e ora abbiamo Conte, che è un grandissimo allenatore, con una grande personalità, in grado di sopportare il peso della squadra, della tifoseria e di canalizzarlo in una cosa positiva. E poi crede nel lavoro, non è un mistero: nel calcio devi lavorare, essere intenso e credere in quello che fai. Il parallelismo tra quell’Atletico e l’Inter esiste. Qui siamo un gruppo nuovo, nonostante in molti sono qui da tempo: ne sono arrivati diversi nuovi, però effettivamente vedo la stessa unione, questa energia positiva, questa complicità, questo buon ambiente nello spogliatoio. Credo sia fondamentale e poi l’entusiasmo della gente, è una cosa positiva: c’è un entusiasmo naturale per tutto quel che si sta costruendo e noi dobbiamo sfruttarlo questo entusiasmo. Noi da dentro il campo, trasmettendo questa energia positiva alla gente e che la gente ricambi, nei momenti positivi e in quelli negativi, che ci saranno, perché la stagione è lunga e le partite sono tante: e credo che così, stando tutti uniti, si possano ottenere ottimi risultati, perché no?”, dice Godin.

COME COME SIMEONE“Si somigliano in tante cose: osservandoli, la prima cosa che noti è l’intensità e la passione col quale vivono ogni allenamento. Credo sia una componente essenziale, si vede, si trasmette e poi come vivono le partite: se tu vedi come il Cholo vive la partita dalla panchina e vedi Conte… vivono la partita, la sentono, ogni istante e negli allenamenti è la stessa cosa. E poi il fatto che trasmettano e credano moltissimo nelle loro idee di lavoro, la voglia di avanzare il gioco per cercare di vincere. E poi ovviamente la mentalità vincente: una mentalità da allenatore che sicuramente è innata, che li ha caratterizzati da giocatori e li caratterizza da allenatori. Questo credo sia una cosa in comune tra i due”.

IL DERBY“E’ un derby, una classica: partite così si vivono in modo speciale – sottolinea Godin -. So cosa significa un Clasico per la gente, e quindi di conseguenza uno deve prepararlo, viverlo e capire come lo vive la gente. Poi puoi vincere o perdere, ma la gente vuole sentirsi orgogliosa dei suoi giocatori in campo. E poi la pressione: gestisco certe situazioni diversamente, per l’esperienza, per averla già vissuta. Però l’ansia, la voglia, la tensione nello stomaco tante volte prima di una partita così importante continuo a sentirle. Continuo ad avere lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di far bene, altrimenti non sarei qui”.

DAZN