Home Interviste Handanovic: “L’Inter deve continuare a vincere. Lukaku? Conta il gruppo”

Handanovic: “L’Inter deve continuare a vincere. Lukaku? Conta il gruppo”

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Samir Handanovic ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport. Queste le sue parole: “A volte mi sento il Bukowski dei portieri: non bevo, non fumo ma come lui sono un tipo diretto che, se deve dire una cosa a qualcuno, vado dritto. La fascia? Beh, la fascia di capitano e lo scudetto sono dei master, la laurea è arrivata vivendo i difficili momenti di transizione che il club ha passato in questi anni. E’ stato un percorso di crescita ed era difficile prevedere quanto sarebbe durato per trovare compimento”.

L’ARRIVO ALL’INTER

“Nove anni fa io e l’Inter ci siamo scelti a vicenda, ci abbiamo messo tanto perché è sport, non matematica e in questo periodo, evidentemente, c’è stato qualcuno più bravo di noi. Anche per tornare in Champions ci abbiamo messo tanto tempo nonostante per un club come l’Inter quello sarebbe stato un traguardo minimo. Per vincere però ci vogliono tante cose: le persone giuste e linee guida chiare rispettate da tutti”. 

HAKIMI E LUKAKU

“In questi anni abbiamo costruito un certo tipo di mentalità che non può essere dimenticata solo perché due giocatori forti sono andati via. L’Inter ha vinto il Triplete dopo che è andato via Ibrahimovic mentre la Lazio, ai tempi, lo scudetto dopo l’addio di Vieri. Entrambi grandissimi campioni, d’accordo, ma questo conferma come il gruppo è quello che ti fa remare avanti, quello che conta, e che non bisogna dipendere da uno, due giocatori”.

LA NUOVA INTER

“Quando mi giro nello spogliatoio vedo tanti giocatori forti e professionisti seri. Questa è una squadra che può e deve continuare a vincere. Non so se siamo più o meno forti rispetto a un anno fa, ma sicuramente siamo più completi. E abbiamo pure più esperienza. Champions? Cercheremo di dimostrarlo in campo cosa ci hanno insegnato tutte quelle delusioni, non serve dirlo a parole”.

CONTE

“Noi giocatori dobbiamo soltanto ringraziarlo, anche se sono stati due anni impegnativi con lui. Quello che mi ha colpito di più è la mentalità che ha portato e su questo credo che abbiamo fatto il passo più grande. Conte è uno che si emoziona quando parla alla squadra e sa emozionare i suoi giocatori e non sbaglia mai il momento in cui dire le cose”.

INZAGHI

“Siamo ripartiti con il 3-5-2, tante cose buone sono rimaste e lui ci ha messo le sue idee spiegandoci in cosa possiamo anche migliorare per crescere ancora”.

GLI ERRORI

“Ci vuole un po’ per metabolizzare sconfitte ed errori, ma tutto deve avvenire nella maniera giusta: se sbagli, vuol dire che sei vivo. Ormai sono grande: ho 37 anni e non mi deve spiegare più nessuno quando ho sbagliato perché so di averlo fatto. Poi, sotto la pelle, tutti abbiamo sangue, è normale. Meglio se dopo uno sbaglio vinci, a quel punto te ne freghi”.

L’EREDE DI HANDANOVIC

“Onana? Fa parte del gioco. Son cose che succedono dappertutto e con tutti, poi è normale: mi sento ancora bene, mi diverto, vivo per il calcio che è la mia passione. Ora penso all’oggi, poi vedremo. L’importante è che l’Inter raggiunga i suoi obiettivi”, conclude Handanovic.

Tuttosport

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