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Il bilancio dell’Inter d’autunno: incertezza Vidal. Barella di un’altra categoria

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L’Inter d’autunno si sta scoprendo spoglia, come gli alberi sotto la pioggia: le certezze cadono un po’ alla volta, una partita buttata dopo l’altra. Non hanno fatto rumore, almeno fino a martedì sera, poi nella città del leggendario Triplete Antonio Conte ha raccolto da terra un tappeto di dubbi.

“Cosa succede, infatti, se anche il più duro difensore si ammorbidisce? – si domanda la Gazzetta dello Sport -. Se nella notte più importante il fuoriclasse appena arruolato “tradisce” e il fedelissimo dell’allenatore ne combina di tutti i colori? Insomma, i nerazzurri sono tornati da Madrid con punti zero e il rischio di perdere un po’ delle sicurezze: De Vrij-Hakimi-Vidal lo sarebbero in teoria e devono tornare ad esserlo in pratica. Uno era già indispensabile l’anno passato, gli altri due sono stati inseriti d’estate per lanciare la macchina a velocità ancora più alta”.

BILANCIO DIFESA

“Una sola vittoria in sette partite da inizio ottobre: non è stato il mese più felice della carriera di Conte. Solo il Genoa gli ha sorriso e per spiegare il rallentamento ci sarebbe pure qualche attenuante: il Covid si è accanito nello stesso momento, prima del derby, e da allora la squadra non ha potuto mai trovare un po’ di sana continuità. Per questo in casa Inter la parola d’ordine resta una e semplice: pazienza. Pazienza per raccogliere quanto seminato davanti e per evitare regali non richiesti agli avversari. E pazienza per riportare al giusto livello il trio che a Madrid ha sofferto di più”.

“Ad esempio, in una difesa che prende gol al primo sospiro, fa rumore il calo verticale di De Vrij: sabato scorso è stato incenerito dall’elettricità di Gervinho, mercoledì è finito nella trappola di due vecchi lupi di mare come Sergio Ramos e Benzema. Quando scalpita in area su un calcio d’angolo il difensore spagnolo dovrebbe essere sempre l’osservato speciale e invece l’olandese ha commesso una strana dimenticanza in marcatura. L’altro ritardo sul contropiede-beffa del 3-2, se possibile, è ancora più grave. De Vrij paga la compressione di inizio stagione e un reparto che è stato poggiato sulle sue sole spalle per troppo tempo: causa virus, sono mancati a lungo sia Bastoni che Skriniar”.

HAKIMI E VIDAL

“Achraf Hakimi ha festeggiato il 22esimo compleanno con la compagna Hiba e la loro piccola Amin: a vedere i social, umore buono in famiglia, nonostante la delusione del giorno prima. A volte, però, i ricordi fanno brutti scherzi e l’emozione può paralizzare. Così Achraf ha vissuto la sua personalissima nemesi: doveva mettere in porta Lautaro, è finito per far l’assist all’ex compagno Benzema. Nel complesso, anche il numero 2 ha bisogno di tempo supplementare per rendere secondo i suoi standard. I nuovi meccanismi non sono facili da mandare a memoria, anche se a volte un po’ di determinazione in più sarebbe raccomandabile. Chi non difetta in cattiveria è Arturo Vidal: nei combattimenti di centrocampo trovi sempre il cileno. Semmai è la qualità che a volte, misteriosamente, scompare: troppi errori e leggerezza nei passaggi”.

“Arturo pare una copia sbiadita del centrocampista che fu ma, oltre a un ritardo di condizione, pesa un equivoco tattico: Conte ha voluto con tanta intensità il suo vecchio pupillo per scatenarlo più avanti. Per consentirgli di assaltare l’area come faceva alla Juve. Il fatto che dal mercato non sia arrivato un altro mediano (richiestissimo dal tecnico) obbliga Vidal a giocare più indietro, dove non sembra avere né tempi né passo. Questa posizione ibrida è uno dei tanti compromessi di un autunno malandato. Di qua c’è sempre il sogno Contiano, di là la realtà di una rosa di livello: trovare un equilibrio, e non solo sul cileno, sarà la vera sfida della stagione”.

STELLA BARELLA

“Ci sono notti che hanno un sapore diverso e sanno dare sentenze definitive. Il momento dell’Inter è tendente al nero, eppure qualcosa di prezioso c’è sempre. La gara di Madrid ha riconsegnato il vero Lautaro, ma ha anche certificato lo status di stella di Nicolò Barella. Non che ce ne fosse ancora bisogno, sia chiaro. Però prendere per mano l’Inter sotto 2-0 contro il Real e trascinarla con spirito, volontà e qualità alla rimonta a soli 23 anni è sintomo di una maturità calcistica spiccata e di una leadership fuori dal comune, tanto da costringere il giocatore simbolo della squadra all’endorsement pubblico. «Nicolò è sempre il nostro uomo in più. È maturato tanto e ci sta dando una grande mano». Le parole di Lukaku sono di qualche mese fa, durante la Final Eight di Europa League. Ma sono più attuali che mai e fotografano il momento: senza Barella è un’Inter senza anima”.

SPERANZA LUKAKU

“Intanto, c’è da trascinare l’Inter fuori dal vortice negativo. Già da Bergamo, dove Nicolò e l’Inter, forse, potrebbero contare in extremis anche sul rientro di Romelu Lukaku, l’uomo da 41 gol in 58 presenze in nerazzurro. Il belga oggi si allenerà da solo (giorno libero per i compagni) e farà di tutto per esserci contro l’Atalanta. L’allenamento più importante per valutarlo sarà quello di domani. E se poi sabato lavorerà in gruppo, domenica giocherà. C’è un cauto ottimismo, anche se l’eventualmente rientro in campo aprirebbe inevitabilmente alla convocazione del Belgio. Una beffa che l’Inter avrebbe voluto evitare: l’idea era gestire il recupero di Lukaku in casa, ma l’importanza della sfida alla Dea è troppo elevata per fare calcoli. Insomma, il rischio di vederlo partire nei giorni più delicati è difficile da scongiurare, vista anche la voglia del giocatore di vestire la maglia della sua nazionale. Ma Conte ora ha solo bisogno di pensieri felici e vittorie: con Lukaku, sembra tutto più possibile”.

Gazzetta dello Sport