Il Giornale attacca: “Conte dovrà calmarsi, sceneggiate costose. Oriali in campo più di Eriksen”

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Il pareggio di Udine ha impedito all’Inter di agganciare il Milan, ma porta con sé anche l’espulsione di Antonio Conte che ora deve aspettare le decisione del Giudice Sportivo per capire quante giornate salterà. A partita finita è arrivata anche l’espulsione di Lele Oriali, ma l’aspetto rilevante è il diverbio verbale che sarebbe stato scatenato proprio da Conte nel tunnel che porta agli spogliatoi. Si parla di un confronto a muso duro tra i due, con Maresca che avrebbe ripetuto la stessa frase immortalata dalle telecamere in campo al momento dell’espulsione di Oriali, ovvero ‘bisogna accettare anche quando non si vince’, Conte avrebbe invece continuato le sue lamentele sulla direzione arbitrale.

Con queste premesse il tecnico nerazzurro rischia una squalifica pesante, ma a salvarlo sarebbe poi arrivato un chiarimento prima delle interviste di rito nel post partita. Conte, accompagnato da Beppe Marotta, avrebbe di nuovo incontrato Maresca per chiarire l’accaduto, aspetto che dovrebbe portare il Giudice Sportivo a non utilizzare la mano pesante: le giornate di squalifica potrebbero essere due, di fatto l’Inter limiterebbe i danni.

Invece Il Giornale parla di un’altra indiscrezione: “Potrebbe essere un mese di squalifica, sussurrano voci di corridoio. Dipenderà dal rapporto arbitrale, dal detto e dal non visto (c’è chi ha scritto di mani addosso): esiste sempre l’alternativa di una mano leggera. Eppure, comunque vada, Conte sarà nei guai: dovrà calmarsi sennò rischia ci vada di mezzo la squadra. Quella sceneggiata non è stata un bel vedere per una società che paga profumatamente anche per non combinare guai”, si legge.

Su Oriali: “Dice la battuta che quest’anno sia entrato in campo più di Eriksen e non certo per battere le mani. Il Piper, di nomea calcistica, è componente dello staff azzurro di Mancini: possibile non riesca a ricordare il doppio, e significativo, ruolo? Vero che ha sempre avuto questo vizietto, fin dai tempi di Mourinho: per contratto e per nobiltà calcistica spetterebbe a lui frenare i bollenti spiriti dei suoi allenatori. Ogni tanto li sorpassa”.

Il Giornale

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