Il giornalista di Repubblica fa mea culpa sull’Inter: “Sono rammaricato, chiedo scusa”

Questa mattina sulle pagine di Repubblica è uscito un articolo molto discusso, un articolo che ha creato tanta confusione dove tanti anti interisti continuano a festeggiare per il nulla. L’articolo in questione è firmato dal giornalista Matteo Pinci. Per farla breve, all’interno dell’articolo ci sono tantissime inesattezze, in primis mettendo in mezzo l’Inter su una questione che non c’entra assolutamente nulla, giusto per far esaltare il tifoso medio e gridare allo scandalo “avete visto? fan tutti così”.

A ricordarglielo a Pinci, che lo scandalo Juve non c’entra nulla con l’Inter, è stato l’utente Twitter @pap1pap mettendo in luce un paio di dettagli molto utili:

“Gentile Dott. @matteopinci, Le scrivo in merito all’articolo a sua firma pubblicato oggi su Repubblica. I suoi colleghi @PaoloCond e @franvanni possono testimoniare che, se Lei vorrà, potremo educatamente colloquiare senza problemi di sorta. Lei cita Inter e Genoa…segue:

scrivendo di 6 operazioni totali per complessivi 78 milioni dal 2018 con movimentazione di solo 5 milioni. Mi perdoni ma il taglio dato all’articolo è fuorviante (in più sensi). Le operazioni Radu e Pinamonti con utilizzo di recompra sono state effettuate in anni diversi…=> con relativo deposito dei contratti in anni diversi e relativo passaggio in camera di compensazione della lega con relativa copertura (che per l’inter sino al 2019 veniva effettuata con cash) in anni diversi. L’operazione salcedo (8,58) vs valietti (6) anche se in 2 diversi…=> esercizi (18/19 e 17/18 per l’esattezza) è l’unica che ha visto uno spostamento parziale di denaro e, se vogliamo, una valutazione maggiorata dei 2 giocatori. Ne consegue che a fronte di 78 milioni di operazioni complessive, il movimento è stato di 72 e il conguaglio di 6…=>

Su Zinho, ceduto allo standard, da capitano dell’under 21 belga, con diritto di recompra biennale, esercitata dopo che è diventato nazionale A e capitano dello stesso standard, e quindi prestato (secco) per fare ulteriore esperienza in A. Il taglio dato all’articolo porta…=> il lettore a pensare che queste operazioni siano state fatte aggirando le regole e sulla base di valutazioni di molto esagerate (delle quali se vorrà parleremo) ed equiparandole a quelle a “specchio” contestate ad altri. Non mi pare sia così. In attesa, cordiali saluti…”.

Dopo un paio di minuti di discussione, e altri dettagli riportati da @pap1pap, Pinci si arrende davanti all’evidenza e fa mea culpa:
“Sono assolutamente, totalmente e colpevolmente d’accordo con lei: mi ero ripromesso di specificare la differenza tra plusvalenze “buone” e quelle che fanno solo impennare gli ammortamenti. Non ho avuto spazio e me ne rammarico adesso”.

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