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Ince: “Tifo Inter. Moratti devastato dal mio addio. Mi sono pentito”

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Attraverso Sky Sports, l’ex centrocampista dell’Inter Paul Ince, racconta gli aneddoti della sua vita da calciatore. In particolare l’esperienza vissuta con la maglia nerazzurra. Queste le sue parole:

“Stavo giocando a golf con Ryan Giggs alla Mottram Hall. Ero alla 16a buca quando ho ricevuto una telefonata da Alex Ferguson per dirmi che era al golf club. È stato come quando l’insegnante dice che devi andare a vedere il preside e pensi, cosa ho fatto? Presa la macchinetta per andare alla clubhouse, sono salito sulla sua macchina ed è stato allora che mi ha detto che avevano accettato un’offerta dall’Inter. Era proprio così. Non volevo andare, ma ho sentito quando un club accetta un’offerta per te significa che devi andare. Mi ha chiamato da Aspen, dove era in vacanza. Ha detto che non voleva che me ne andassi. Gli risposi: ‘Ho quattro italiani accanto alla mia cucina che stanno per firmare e mi stai dicendo che vuoi che rimanga adesso?’ Gli ho augurato buona fortuna. Ho messo giù il telefono, sono andato in cucina e ho firmato. Un minuto dopo ero in Italia”. 

PRIMI TEMPI

“Ho avuto la fortuna di avere un compagno di squadra – dice Ince -, Massimo Paganin, che era il mio migliore amico in Italia e parlava un inglese fluente quindi era il mio compagno di stanza. Questo mi ha aiutato immensamente. Anche Nicola Berti, che giocava al Tottenham, parlava inglese, quindi sono stata abbastanza fortunato, ma se vuoi immergerti nella cultura italiana devi imparare la lingua, quindi ci sono voluti circa sette, otto mesi. Però mi sono sempre sentito benvenuto. Il derby col Milan? Ne ho giocati tanti, a Londra,  Manchester, e sono molto combattuti, ma il derby di Milano è stato qualcosa di diverso. Normalmente avremmo iniziato alle otto di domenica sera, ma a quell’ora non potevamo dare il via perché ci sarebbero stati così tanti fuochi d’artificio e fumo che non potevi vedere la persona accanto a te. Dovevamo aspettare che il fumo sia disceso prima di poter avviare il gioco”.

Poi aggiunge: “Ricordo che hanno fatto un grande cartellone nella città di Milano con me e lui perché saremmo stati noi a darci battaglia. Per realizzarlo andammo in questo magazzino e fare un ‘ruggito’, poi lo avrebbero fatto. mettici faccia a faccia. Avevamo deciso di farlo mercoledì mattina, ma Desailly si è rifiutato di venire perché non voleva farlo insieme a me. Quindi sono dovuto andare a farlo da solo; lui è andato un altro giorno. Ricordo di averlo distrutto già al primo minuto in campo. Era steso a terra e gli ho detto di alzarsi. Quel tipo di tono era adorato dai tifosi”. 

L’ADDIO

“Ero devastato, ma Thomas non stava andando alla grande a scuola e lei voleva farlo entrare in una scuola di inglese. Anche Massimo Moratti era devastato. Voleva offrirmi un nuovo contratto di cinque anni. Mi ha detto che avevano appena acquistato Ronaldo. Ho pensato: ‘Wow’, ma poi il Liverpool ha chiamato e decisi di andare lì. Probabilmente è stata la decisione più difficile che abbia mai dovuto prendere. È stata una decisione della quale mi pento, ma penso che era dettata da giuste ragioni: è stata una decisione di famiglia”.

L’INTER DI OGGI

“Penso che Antonio Conte abbia fatto un ottimo lavoro e spero possa vincere lo scudetto. Tifo l’Inter, è ancora oggi la squadra per la quale tifo”, ha detto concluso Ince a Sky Sports.

Sky Sports

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