Inchiesta di Report: “I proprietari del Milan hanno cominciato a fare soldi comprando i debiti della sanità in Campania”

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Ci sarebbero due finanzieri napoletani dietro il Milan, questo è quanto svelato da Report su Rai 3 alle 21.20 che ha fatto luce sull’identità dei presunti proprietari del club che fu di Silvio Berlusconi. I nomi sono quelli di Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione, due uomini d’affari napoletani che hanno cominciato a fare soldi comprando debiti della sanità campana. I due sono proprietari della Blu Skye e controllano poco più del 50 percento delle quote della società Project Redblack, lussemburghese che controlla la Rossoneri Sport Investment, che controlla il Milan. Un gioco di scatole da parte dei due finanziari napoletani che hanno basato la loro attività con società con sede a Ibiza, Lussemburgo e Polonia ma che oggi sono a Londra.

Durante l’inchiesta di Report, però, emerge che i proprietari del Milan hanno cominciato a fare soldi comprando i debiti della sanità campana. Il business è cominciato nel 2006 attraverso una società: la Beta Skye srl che ha comprato circa 12 milioni di euro di crediti che vantavano alcune strutture accreditate presso i servizio sanitario della regione Campania. Report definisce i due come ‘salvatori della patria, in questo modo compravano i crediti da imprenditori della sanità privata a circa il 30 percento in meno con commissioni molto alte, facendosi poi restituire dalla Regione l’intera cifra dovuta, comprensiva di interessi.

Dopo il passaggio di consegne di Silvio Berlusconi non si è mai capito veramente chi ci fosse dietro al Milan. Secondo l’inchiesta di Report in questo momento la Blue Skye è una delle tante ‘scotole’ coinvolte nella gestione del club rossonero. Stando ai documenti depositati presso la Camera di Commercio lussemburghese il 99,3 percento delle quote dell’Ac Milan è detenuto da Rossoneri Sport Investment Luxembourg, società veicolo utilizzata da Yonghong Li per controllare il club. L’insolvenza del cinese ha fatto sì che tale veicolo finisse nelle mani del fondo Elliott, come escussione di un pegno su dei capitali anticipati dall’hedge fund statunitense al presidente rossonero per l’affare legato all’acquisizione e alla gestione della società.

STADIO

Voce anche a Roberto Tasca, assessore al bilancio e al demanio del Comune di Milano, nell’inchiesta di Report. Interrogato sulla questione del nuovo stadio, progetto a cui Elliott sta lavorando da mesi a braccetto con l’Inter di Suning, Tasca spiega: “Chiaro che chi propone abbia i suoi obiettivi di reddittività, chi deve avvallare deve valutare l’interesse pubblico. Con chi trattiamo? Io oggi ho un proponente, che è l’Ac Milan, società di diritto italiano, a oggi non interdetta dall’esercizio dell’attività amministrativa, e l’FC Internazionale S.p.A.. La procedura prevede che io sappia chi è il proprietario del Milan? No. Io non tratto con ‘scatole’ lussemburghesi, oggi ho davanti due S.p.A. italiane. Io cosa dovrei fare? Dire che non parlo perché potrebbero avere alle spalle un capitale di un certo tipo? Se faccio così, loro ricorrono al Tar e ci devo parlare per forza: questa è la legge dello Stato italiano”. 

Report

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