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Conte-Inter, l’ipotesi esonero è irreale. Zhang chiede rassicurazioni

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Arriva gennaio, e subito sbocciano le problematiche dell’Inter. E’ da un paio di anni che succede la stessa identica cosa. La seconda parte della stagione nerazzurra è sempre un miraggio. E’ successo anche adesso, con Antonio Conte sulla panchina dell’Inter. Nulla d’irreparabile, per carità, ma che qualcosa si sia rotto è un fatto. Il confronto dell’allenatore coi giocatori dopo la sconfitta in casa contro il Bologna non ha prodotto i risultati sperati. Anzi, ha annichilito e disorientato la squadra. Da Milan Skriniar a Marcelo Brozovic, sono diversi i calciatori dell’Inter che soffrono le continue urla dell’ex ct in campo e non lo nascondono. Una tensione fisiologica, dicono alla Pinetina, di quelle che vincendo passano in fretta. Per evitare che la palla di fango rotolando si faccia valanga, è necessario fare risultato pieno al più presto. Già lunedì a San Siro contro il Torino. E magari di nuovo giovedì a Ferrara contro la Spal. Due partite sulla carta facili, ma che per questa Inter senza bussola potrebbero diventare le ennesime occasioni per farsi male.

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ZHANG PREOCCUPATO E CHIEDE RASSICURAZIONI

“Come dopo ogni gara – scrive la Repubblica -, Steven Zhang ha chiamato l’ad nerazzurro Beppe Marotta. La telefonata da Nanchino è servita al presidente a capire cosa stia succedendo alla classifica, alla squadra e al suo allenatore, che finora mai era parso così nervoso. Furioso sì, spesso. Ma non irritato al punto da sbraitare verso l’altra panchina, come visto al Bentegodi con quell’iconico “Juric devi stare muto”. Zhang si fida di Marotta, Marotta si fida di Conte. Fin quando la catena regge, il progetto va avanti. E per ora regge. Scegliendo il punto di vista del bicchiere mezzo pieno: la zona Champions sembra acquisita e l’Inter ha fatto comunque più punti rispetto allo scorso anno. Pur non avendo apprezzato alcune uscite del tecnico, come si seppe appunto dopo la sfuriata di Dortmund, la proprietà cinese crede ancora che Conte sia stata la miglior scelta possibile”.

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IRREALE L’IPOTESI ESONERO

Anche se da qui alla fine della stagione le cose per l’Inter dovessero mettersi davvero male, è quasi impossibile immaginare che il club possa esonerare l’ex ct. “La ragione è anzitutto economica – sottolinea il quotidiano -. L’Inter fino al 30 giugno 2021 dovrà pagare 9 milioni lordi a stagione all’esonerato Luciano Spalletti. È impensabile che possa dare il benservito anche a Conte, che di milioni l’anno ne costa 22 fino al 2022, per lasciarlo a riposo e ingaggiare un nuovo tecnico. Certo se la prossima stagione Spalletti dovesse trovare una nuova panchina, liberando spazio nel bilancio, e all’Inter tutto andasse per il verso sbagliato… ma al momento nessuno ci pensa, l’esonero di Conte non è un’opzione realistica. Esiste solo nelle fantasie dei tifosi, turbate dalle ultime gare a vuoto. Altro elemento: Marotta, che all’Inter comanda davvero, ha investito molto della propria credibilità nell’ingaggio dell’ex allenatore di Juventus e Nazionale. Se finisse per cacciarlo, sarebbe anzitutto una sconfitta sua”.

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IL GIOCHINO DEL TOTO-ALLENATORE

La domanda che da ieri sera si pongono i tifosi interisti, un po’ per sfizio e un po’ per disperazione, è: se Conte va via dall’Inter, chi arriva? “È possibile che il giochino andrà avanti tutta l’estate – spiega la Repubblica -, con la solita girandola di nomi più o meno plausibili associati alla scivolosissima panchina nerazzurra. Sempre che, ovviamente, Conte non riesca a guadagnare posizioni in campionato (non è impossibile: Juve a parte, le contendenti sono vicine) o raggiunga la finale di Europa League, scacciando voci e ombre. Se questo non succederà, il nome su cui già si concentrano le chiacchiere è quello di Max Allegri. Non c’è alcuna conferma che ci sia nemmeno una mezza idea, da parte del club. Ma Marotta lo apprezza, al punto da averlo chiamato alla Juve proprio per succedere a Conte. Allegri conosce e ama Milano, avendo allenato il Milan, e a Milano ha radici. Insomma, a suggerire il suo profilo come eventuale e futuribile successore di Conte è il buon senso. Ma il buon senso raramente aiuta a orientarsi nel mondo del calcio. Tanto più quando c’è di mezzo l’Inter”.

La Repubblica

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