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Mourinho: “Sneijder è stato la chiave per noi. Volevo Carvalho”.

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Getty Images

Jose Mourinho è stato intervistato dal canale Youtube, The Coaches Voice, dove ha raccontato la strategia che ha portato l’Inter sul tetto d’Europa ed alcuni aneddoti del mercato nerazzurro.

OBIETTIVI“Quando arrivi in un club ,penso che sia molto importante sapere cosa vuole il club e cercare di ottenerlo. La Champions League è sempre un punto di domanda perché i turni ad eliminazione diretta sono sempre imprevedibili e le avversarie sono sempre fortissime. Ma il mio accordo con l’Inter era di continuare a dominare in Italia per il primo anno, vincere lo scudetto per la terza volta consecutiva e intanto cominciare a sentire un feeling con la Champions League.. E così ho aspettato i turni ad eliminazione diretta, siamo stati eliminati dal Manchester United e subito dopo ho parlato con il club e detto al presidente Moratti  di cosa avevamo bisogno per passare ad un livello superiore. Il lavoro che fece il club fu fenomenale. In quell’estate, il mercato fu fantastico. Prendemmo giocatori fondamentali, che per certi aspetti risultarono incredibili. Quindi, ci presentammo in Champions League con l’ambizione giusta e ce la facemmo”, dice Mourinho.

SNEIJDER“Dovevamo migliorare la nostra fase di passaggio a centrocampo. Avevamo giocatori fantastici e fortissimi come Stankovic, Zanetti, Muntari ma avevamo bisogno di dominare maggiormente il gioco, controllare maggiormente la palla. Avevamo bisogno di qualcosa di diverso e Sneijder è stato la chiave per noi. In attacco perdemmo Ibrahimovic ma prendemmo Eto’o e Milito. L’approccio fu molto semplice e la squadra si adattò subito. Non solo una squadra che dominasse in Serie A ma anche una squadra forte, cinica, intelligente che potesse reggere l’impatto delle migliori in Europa”

CARVALHO – LUCIO“Volevo Ricardo Carvalho, abbiamo tentato di tutto ma il Chelsea non l’ha ceduto. Considerando che la semplicità è geniale, noi avevamo una struttura semplice, e subito uscì il nome di Lucio come giocatore perfetto perché era veloce. Magari non tecnico come Carvalho ma veramente veloce. E aveva ciò di cui avevamo bisogno”

The Coaches Voice