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Julio Cesar, l’acchiappasogni della Beneamata

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julio cesar - inter

“Julio, Julio Cesar lalalalalala, Julio, Julio Cesar lalalalalala”, quante volte abbiamo sentito il coro dedicato all’acchiappasogni dell’Inter? All’infinito. Quel Julio Cesar che non riceve un’accoglienza calorosa dai tifosi del biscione, che lo vedevano come una minaccia per il loro idolo Francesco Toldo. Ma Julione entra in punta di piedi nello spogliatoio, e Roberto Mancini lo nota subito.

NELLA COPA AMERICA C’ERA UN PORTIERONE

Carlos Alberto Parreira ,all’epoca allenatore del Brasile, vuole Julio nella sua rosa per affrontare la Copa America del 2004. C’era anche Nelson Dida, ma contro l’Uruguay Parreira sorprende tutti e manda tra i pali Julione. E che partita che fece… Poi si ripetette nella finale contro gli eterni rivali dell’Argentina. E così Julio Cesar si presentò a tutto il mondo.

MORATTI LO VUOLE

Massimo Moratti rimane senza parole da quel giovane pararigori e inizia a studiare un piano per portarlo ad Appiano Gentile. Il primo anno va in prestito al Chievo Verona. Fa addirittura il terzo portiere. Ma l’Inter lo riprende l’anno dopo.

PRIMA E DOPO CALCIOPOLI

“Avrei preferito vincerlo sul campo, ma me lo tengo stretto. In fondo non siamo stati noi a sbagliare…”, disse Julione dopo lo scandalo Calciopoli che vede l’Inter campione d’Italia e la Juve di Moggi in Serie B. Inizia un ciclo vincente, prima con Mister Mancini e dopo con lo Special One, ovvero, José Mário dos Santos Mourinho Félix.

L’OBIETTIVO CHAMPIONS LEAGUE

Al primo tentativo va male per gli uomini di José. Ma il secondo sarà tutta un’altra storia.  Nel febbraio 2010, quando tutto girava per il verso giusto, Julio fa un incidente. Il brasiliano si schianta con la sua Lamborghini in zona San Siro. Si fece male per davvero, una contusione tra il naso e la fronte. Il tutto a pochi giorni da Inter-Chelsea, andata degli ottavi di finale di Champions League.

Firmo le dimissioni perché domattina devo allenarmi: ho una partita importante e voglio giocare!”, disse l’Acchiappasogni. In casa Inter c’è pessimismo, ma Julione non si dà per vinto e nella stessa giornata si fa ridurre la contusione. A dire la verità, per lui non è stata una serata facile e negli incontri successivi fece molta fatica. Commette un errore clamoroso all’Olimpico contro la Roma. Un match che avrebbe potuto togliere lo Scudetto all’Inter. Per sua fortuna passerà inosservato. In fondo, anche i migliori sbagliano.

Per lui arriva l’occasione giusta per uscire da quel momento terribile. C’è il Barça di Pep Guardiola, Xavi, Iniesta e Lionel Messi. In quel match del Camp Nou non ci furono storie. 14 tiri dei padroni di casa, ne va a segno solamente uno (gol di Piqué). Thiago Motta che esce dal campo dopo la prima mezz’ora di gioco, davanti ai suoi occhi un fasullo cartellino rosso. Niente da fare. L’Inter in dieci. In quel match vediamo un Julio Cesar finalmente ritrovato, che vola in occasione della parata miracolosa sul sinistro a giro di Messi. Il 22 maggio 2010 va in scena la finale di Madrid, vinta per 2-0 contro il Bayern Monaco. È Triplete. È Triplete anche grazie a Julio.

Buon compleanno, Acchiappasogni.