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L’Inter non ha gradito le parole di Lukaku. Lui si scusa: niente multa

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L’Inter non ha gradito le esternazioni di Romelo Lukaku. Ieri l’attaccante nerazzurro aveva lanciato, su Instagram, una clamorosa retroscena. A gennaio, aveva detto l’attaccante, dopo il rientro dalle vacanze, 23 calciatori dell’Inter su 25 avevano accusato i sintomi del virus, ma, in assenza di tamponi effettuati, non si sa se si trattasse di contagi oppure no. Tutto un mese prima del primo caso ufficiale di Coronavirus in Italia.

Scrive la Repubblica: “Da allora, fa notare l’Inter, l’unico altro caso di influenza è quello che costringe Bastoni a saltare la trasferta in casa Lazio (16 febbraio), quando gli altri tre sono recuperati. Quattro casi di influenza da inizio anno, si sottolinea, sono in linea con un normale inverno”.

Certo, è possibile che qualcun altro abbia avuto tosse o lievi sintomi “che in un periodo pre Coronavirus non allarmavano certo e non facevano rinunciare ad allenamenti, però il club nerazzurro fa sapere che mai ci si è trovati nella situazione descritta da Lukaku, con 23 malati su 25: le riprese degli allenamenti sarebbero lì a dimostrarlo. Il fatto che nessuno degli avversari, dei dirigenti o degli addetti sia stato coinvolto da un possibile contagio sembrerebbe smentire l’ipotesi del focolaio a fine gennaio”.

LUKAKU CHIEDE SCUSA

“Ieri sera Lukaku – spiega il quotidiano -, ha chiesto scusa all’Inter, e implicitamente al medico sociale Piero Volpi, lui sì contagiato dal Coronavirus, ricoverato a fine marzo e poi dimesso. Scuse accettate dal club, senza la multa prevista dal codice etico. Romelu è un ragazzo sensibile, spiegano alla Pinetina. Tanto più che sua madre, come lui stesso ha raccontato, è diabetica e quindi a rischio in caso di contagio”.

la Repubblica