Lega Serie A, 8 club contrari alla ripresa: ci sono i nomi

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Come riportato dall’ANSA, otto club alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A si sono detti platealmente contrari alla ripartenza del campionato dopo lo stop a causa dell’emergenza Coronavirus: “L’assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club che si è assunto il rischio di prosecuzione pur in presenza di un rischio incalcolabile“, si legge nell’estratto del documento pubblicato da ANSA, mentre la Lega, dopo il consiglio del pomeriggio, sta preparando un documento tecnico unitario.

SERIE A, I NOMI DEI CLUB

“Con l’eventuale ripresa del campionato e successiva interruzione per conseguenze derivanti da contagio Covid-19 – approfondisce l’Adnkronos -, quali effetti giuridici potrebbero subire i singoli calciatori o interi club (per gli effetti dell’ottemperanza a provvedimenti mitigatori al contagio – autoisolamento o quarantena)? In particolare potrebbero sopravvivere la legittimità delle pretese dei club di invocare la forza maggiore a far data dal DCPM 9 marzo 2020 con riguardo a rapporti contrattuali di durata preesistenti alla data? L’assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club che si è assunto il rischio di prosecuzione della competizione pur in presenza di un rischio incalcolabile”. Questo è uno dei tre quesiti per la Figc che 8 club (Parma, Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina) contrari alla ripresa del campionato di Serie A, a quanto apprende l’Adnkronos, hanno sollevato alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A.

LA NOTA DELLA LEGA SERIE A

Il Consiglio di Lega Serie A, riunitosi oggi, “ha confermato all’unanimità l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza”. Lo afferma la Lega A in una nota. “La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc nonchè in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori”, conclude la nota.