Lukaku: “Ecco cosa mi ha insegnato Conte. Scudetto? Troppi alti e bassi”

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Romelu Lukaku, il bomber dell’Inter, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Sport Voetbalmagazine. Ecco le sue parole:

“Il modo in cui giochiamo a calcio in questo momento, con alti e bassi, non dovremmo ancora parlare o sognare il titolo. Per prima cosa, guardiamo partita per partita. Competere per il titolo è il minimo che ci si può aspettare da noi, ma solo a marzo sapremo se è fattibile. L’Inter mi ha fatto avere un abbonamento a Wyscout. Quando giochiamo contro una squadra che non ha cambiato allenatore da almeno un anno, vado a guardare i loro principi di base. Abbiamo anche due momenti video collettivi per ogni partita”.

CONTE

“Conte mi ha detto: ‘Se anche tu diventi forte con le spalle alla porta nessuno può fermarti’. Ricordava il Mondiale 2014 quando mi voleva, poco prima di lasciare la Juventus, e poi di nuovo quando era al Chelsea. Eden Hazard ha quindi agito come intermediario per provare a convincermi. Ha dato il mio numero al direttore sportivo del Chelsea ed è così che un giorno Michael Emenalo mi ha telefonato: “Romelu, l’allenatore che porteremo vuole te e te solamente”. Ho preso appuntamento a Londra ed è venuto Conte. Avrei dovuto sapere che non poteva essere nessun altro. Sapevo che un giorno sarebbe successo. Quando l’Italia ci ha battuti all’Europeo 2016 ho notato la sua squadra in campo e ho sentito che qualcosa del genere si sarebbe adattato perfettamente a me. Per i primi tre mesi all’Inter non ha fatto altro che farmi allenare di spalle all’azione. Ad ogni allenamento avevo dietro Andrea Ranocchia ( 1,95 metri e 82 kg, ndr ) e gli ha chiesto di colpire forte. Quando non tenevo il pallone ci allenavamo da capo”.

NUMERI

“Non mi soffermo sui numeri. Il mio vantaggio è che sono diventato un professionista in giovane età. Nonostante i miei primi anni difficili con i Red Devils, ero sicuro che un giorno sarei diventato il capocannoniere di tutti i tempi, anche perché da anni sono circondato da top player. Se sei in campo da undici anni come professionista, ha senso battere qualche record”, conclude Lukaku.

Sport Voetbalmagazine

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