Il lungometraggio di Alexis Sanchez è un successo. Il regista: “Ha futuro”

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Da calciatore ad attore, il passo per Alexis Sanchez è stato sorprendentemente breve. Ha suscitato molti consensi tra i giovanissimi giurati del Giffoni Film Festival “My hero Alexis”, il film cileno che vede l’attaccante dell’Inter debuttare davanti a una cinepresa. Una storia di calcio e tenacia, con la periferia povera del Cile sullo sfondo, che ha acceso un lungo dibattito alla fine della proiezione tra i ragazzi di Elements+10, la categoria a cui era riservata la visione in anteprima del lungometraggio. Ideato dai produttori di “Una mujer fanastica”,

Oscar 2018 come miglior film in lingua straniera, “My hero Alexis” racconta la vicenda di Tito, 12 anni, che ha la passione del calcio e riesce per caso a realizzare il sogno di ogni bambino: incontrare il suo idolo Alexis Sanchez. Grazie a questa amicizia Tito scopre qual è la sua vera strada nella vita e Alexis ritrova i luoghi e le storie della sua infanzia che gli ricordano il motivo per cui ama il calcio. “Penso che le persone saranno sorprese di come recita Alexis”, ha commentato il regista Alejandro Fernandez Almendras.

Ma “My hero Alexis” è anche una parabola che scavalca i limiti della pellicola sportiva e va molto oltre.

“È la storia di un ragazzo e di suo padre – racconta Fernandez Almendras -, di una famiglia che fatica ad andare avanti in un paese che quasi non offre opportunità. Il calcio è passione e gioia, ma è anche fonte di ambizioni per tanti genitori che vedono nei propri figli l’unica possibilità di realizzare i sogni che sono stati loro negati, una corda a cui aggrapparsi per sfuggire alla povertà.Questa pressione che travolge tanti bambini è il centro drammatico di una storia in cui l’amore riuscirà a vincere ciò che l’ambizione minaccia. Un mix di commedia e dramma che deve il suo fascino al lavoro di decine di bambini che amano il calcio e che trasmettono ciò che raramente si trova sullo schermo: la gioia e la passione autentica di chi insegue i tuoi sogni”.

la Repubblica 

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