Mani e fuorigioco, Var: ecco come cambia il calcio dal 1′ luglio

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Fifa e International Board lavorano decisamente per un calcio d’attacco, nel quale ci siano sempre più gol e quindi più spettacolo (o viceversa). Vanno in questa direzione i lavori dell’ultima assemblea generale dell’Ifab, la 135ª della storia, svoltasi ieri tra Zurigo e il video. In agenda, l’eterno tema del fallo di mano in attacco (da precisare dopo fraintendimenti ed esasperazioni dell’ultima versione), il Var “leggero” e un nuovo fuorigioco allo studio, con vista sul 2023. Se approvato, sarebbe una rivoluzione storica.

“Recentemente – scrive la Gazzetta dello Sport -, i legislatori del calcio avevano introdotto — in caso di “mani” in attacco — nuovi criteri che hanno ingenerato un po’ di confusione e, come ha ricordato il capo degli arbitri mondiali, Pierluigi Collina, “problemi di lettura un po’ rigorosa da parte degli arbitri”. Per cui contrordine compagni, si cambia, come si sapeva da tempo.

Per essere più precisi, il gol è sempre annullato se:

  • 1) l’attaccante segna di mano (non importa che il tocco non sia punibile, cioè involontario oppure con mano in posizione “naturale”);
  • 2) l’attaccante segna subito dopo un suo tocco di mano (anche in questo caso non conta che non sia punibile). Invece, se il tocco precedente al gol è stato di un compagno, il gol sarà annullato soltanto se quel tocco è punibile (volontario oppure con mano in posizione “innaturale”).

Gianni Infantino, presidente Fifa, ha ricordato come “il mani sia contro lo spirito del calcio, ma forse si era andati oltre”. Dal 1° luglio, giorno di entrata in vigore, dovrebbe essere tutto più semplice. Note a margine: fino ad allora, resta in piedi l’impianto precedente, e quindi anche un tocco involontario di un compagno provoca l’annullamento; i tornei che cominciano prima del 1° giugno, e finiscono dopo, come l’Europeo, possono anticipare i tempi”.

VAR

“L’obiettivo è una Var per tutti. Da tempo è allo studio una versione “light”, leggera, che possano permettersi sia i campionati più poveri sia i tornei minori dei campionati più ricchi. Come? Con meno arbitri Var (1, al massimo 2, invece dei 3 del Mondiale) e con meno telecamere (massimo 8. minimo 2). Infantino ha aggiunto: “Un calcio senza Var oggi non è più immaginabile. Ha portato più giustizia nel calcio”.

Si è parlato in conferenza anche del famoso protocollo Var, in relazione al fatto che — vedi la Champions di recente — è parso che qualche arbitro non abbia fatto ricorso all’ on field review quando invece era possibile. Collina: “Il protocollo è chiaro, offre flessibilità ma va rispettato e l’ultima decisione spetta all’arbitro. Ma l’on field review è utile anche psicologicamente per chi arbitra. E la possibilità di rivedere un’azione subito rende il lavoro più facile. A me sarebbe piaciuto averla”. Come dire, meglio un controllo in più che uno in meno…”.

FUORIGIOCO

“Dalle decisioni alle proposte – si legge -, Infantino ha rivelato che è allo studio un nuovo fuorigioco “che può rappresentare la terza rivoluzione dopo la nascita nel 1866, con tre giocatori tra attaccante e porta, e la modifica del 1925 con due difensori”. Per essere espliciti: se l’attaccante non sarà decisamente “separato” dal penultimo difensore, cioè se avrà una parte in linea (regolare) e una oltre (irregolare), non sarà più offside. Più semplicemente: piede in linea e testa avanti (o viceversa), oggi è fuorigioco, ma domani potrebbe essere regolare. Proposta da studiare e sperimentare, virus permettendo, per capire come cambia il gioco. Da una statistica della Premier si vede come la metà dei gol annullati diventerebbe regolare. Sarebbe una vera rivoluzione: da tre giocatori a due a uno… e mezzo. Sempre sull’offside è allo studio un fuorigioco semi-automatico, grazie a un sistema di rilevamento continuo (e non sul momento) dei giocatori: così da sapere in tempo reale se la posizione è regolare o meno. All’ultimo Mondiale per club è stato sperimentato con buoni risultati in due partite, ma c’è da insistere”.

Gazzetta dello Sport

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