Mario Mazzoleni: “Se esiste la sudditanza psicologica degli arbitri? Certo che esiste”

Il fratello Paolo Silvio arbitra ancora, lui invece, Mario Mazzoleni, ha cambiato vita. È stato dismesso dalla CAN A e B al termine della stagione 2005-2006. In un’intervista a Striscia la Notizia sostenne che la sua dismissione sarebbe stata causata dalle lamentele del presidente della Lazio Lotito a seguito un discusso arbitraggio nella partita Lazio-Cagliari ma è acqua passata. Mario Mazzoleni oggi è  responsabile di una galleria d’arte a Bergamo e  intervistato dal sito BergamoeSport ha parlato dei suoi trascorsi da arbitro

“Se esiste la sudditanza psicologica degli arbitri? Certo che esiste… Ovviamente è qualcosa di implicito, ma qualsiasi arbitro sta attentissimo a evitare di sbagliare quando dirige il match di una grande. Milan, Inter e Juve possono infatti far decollare una carriera oppure stroncarla sul nascere. E’ naturale essere portati ad avere un occhio di riguardo quando si fischia al Meazza o allo Stadium di Torino”.

E sui rapporti tra arbitri e allenatori Mazzoleni aggiunge: “Quando si arbitra non possono esserci ed è qualcosa di giusto e di sacrosanto, ci fossero potrebbero infatti condizionare il nostro lavoro, si veda la ferita ancora aperta legata allo scandalo di Calciopoli. Finita la carriera, si è invece liberi di frequentare chi si vuole. Personalmente ho grande stima e affetto per Max Allegri, Simone Inzaghi e Antonio Conte, tre persone molto in gamba, che mi capita di incontrare. Ai tempi non potevo non farmi una risata quando mi succedeva di arbitrare le squadre di Carletto Mazzone, un uomo dalla battuta sempre pronta, un grande. Ma il nostro rapporto si limitava a quello, uno scambio di battute allegre e divertenti”.

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