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Marotta: “Conte ci ha spiazzati. Eriksen, Brozo e Lautaro, vi racconto tutto”

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Il Festival dello Sport ha voluto celebrarle lo scudetto dell’Inter ospitando uno dei grandi protagonisti, seppur da una scrivania, della cavalcata nerazzurra: l’a.d. Beppe Marotta. Che ha subito ricordato gli splendidi momenti del 2 maggio:

“Una grande felicità, un risultato che non era inatteso perché abbiamo lavorato duramente per raggiungerlo. Non c’è stato un momento in cui abbiamo pensato che fosse fatta fino a quando non abbiamo avuto l’aritmetica, però la vittoria sulla Juventus dell’andata ci ha dato grande consapevolezza. Conte? Quando non c’è più uniformità di vedute e condivisione, è giusto lasciarsi. Certo, è stata una decisione che un po’ ci ha spiazzati, ma siamo stati capaci di muoverci in fretta e convogliare le nostre energie su Inzaghi, che aveva le caratteristiche che ci convincevano”.

Un’estate complicata dalle questioni societarie, resa drammatica dal grave problema di Eriksen: “La notizia migliore è che il ragazzo stia bene. Il calciomercato insegna che non c’è nulla di scontato e devi essere pronto a reagire. Romelu non era certo nella lista delle possibili cessioni, ma quando è arrivato dicendo che voleva andarsene e la società che lo voleva si è presentata con un’offerta importante, abbiamo cambiato gli orizzonti del ragionamento. Poi la Roma è stata molto corretta nel mantenere la promessa con Dzeko di liberarlo con la lista gratuita e abbiamo colto l’opportunità”.

Sulla questione del debito Marotta rassicura i tifosi: “Il problema della sostenibilità dei costi coinvolge tutto il calcio e il Covid ha aggravato il problema. La famiglia Zhang ha speso 700 milioni per l’Inter, ma il modello complessivo deve essere rivisto. Adesso i conti sono in sicurezza e abbiamo raggiunto il risultato mantenendo la competitività. Significa che non ci saranno più cessioni di pezzi pregiati per fare cassa e che gli obiettivi dell’Inter restano invariati e guardano al top in Italia e in Europa. Quando ci sono difficoltà economiche, occorre lavorare con una visione e un progetto e uno spirito di comunità: l’Inter c’era, c’è e ci sarà sempre”.

Marotta spende parole importanti per Barella: “Da talento si è trasformato in campione, una parabola che per esempio Cassano (che ha avuto alla Samp, ndr) non è riuscito a completare. Posso anticipare che nelle prossime settimane lo gratificheremo con un rinnovo in grado di tenere conto delle sue enormi qualità: Nicolò ha le caratteristiche per diventare un leader importante della squadra e il futuro capitano. Lui e Lautaro Martinez sono le pietre angolari del progetto”.

“Scudetto? Chi ci affronta sa che siamo la squadra campione e questo è un ruolo che ci piace. Certo, il campionato è molto competitivo e aperto, complimenti al Napoli che è primo con grande merito, ma io continuo a temere le squadre con la cultura della vittoria: cioè Milan e Juventus”.

“Come è stato il passaggio dalla grande rivale all’Inter? Senza traumi, grazie all’esperienza mia e alla professionalità dell’ambiente. Piuttosto, mi sorprese che Steven Zhang mi mandò un messaggio molto gradevole già il giorno dopo il mio annuncio di lasciare la Juve: io avrei voluto prendermi un periodo di pausa. Però non me ne sono andato dalla Juve per Ronaldo. Rimpianti? Alla Juve potevo prendere Haaland, serviva un po’ di coraggio economico in più. Scudetto all’Inter? Sì. Vogliamo la seconda stella”, conclude Marotta.

Gazzetta dello Sport

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