Materazzi, frecciate a Bonucci, Agnelli e Cuadrado. Su Lukaku: “E’ un fenomeno, ma soltanto in Italia”

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L’ex difensore dell’Inter Marco Materazzi accende l’atmosfera in vista del big match della nona giornata di Serie A tra i nerazzurri e la Juve. L’ex centrale della Beneamata in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha messo nel mirino in primo luogo Leonardo Bonucci, che alcuni giorni fa aveva dichiarato che la Juve aveva perso lo scudetto più per demeriti propri che per merito dell’Inter:

“Essere interisti è ancora più bello quando si affronta la Juve perché nelle nostre vittorie c’è sempre sofferenza – dice Materazzi -. Leo ha detto una cazzata. Ormai è diventato juventino e come tale parla. Ma avrei potuto fare lo stesso errore. Loro hanno vinto per 9 anni e si sono meritati i complimenti. Ora però vanno fatti all’Inter. Chi dice che saper perdere è più difficile che saper vincere è Andrea Agnelli, non Massimo Moratti o Steven Zhang…”.

LA PARTITA

“Chi deciderà il match? Credo a centrocampo. Quello dell’Inter si fa preferire, ma loro ora sono molto quadrati e come al solito a Milano ci tengono a fare bene. Anche perché in uno stadio come San Siro non giocano spesso. Sanno che se fanno bene rientrano in corsa per lo scudetto”.

IL CENTROCAMPO

“Manuel nell’ultimo anno è cresciuto molto, ma con tutto il rispetto mi tengo stretto Barella. Ormai è un top mondiale. Anche se qualcuno che non capisce di calcio ancora non realizza che certi colleghi di Nicolò vengono esaltati perché hanno un ruolo definito, mentre lui sa fare bene tutto. Comunque se Inzaghi vuole andare a pizzicare la loro fonte di gioco, su Locatelli manderei Vidal”.

CALHANOGLU 

“Le ultime prestazioni parlano chiaro. Anche se non sai mai come va a letto e come si sveglia, Arturo al momento dà qualcosa di più. Il valore di Calha non si discute e mi aspetto che venga fuori, ma sembra di nuovo sull’altalena, come quando era al Milan. Credo che il suo sia un problema mentale più che fisico”.

CUADRADO

“Il colombiano ormai è una garanzia, speriamo che non si tuffi e che l’arbitro non abbocchi. Se fossi stato in Perisic, la scorsa stagione, avrei abbandonato immediatamente lo stadio senza neanche la doccia”.

 LUKAKU

“Romelu è un fenomeno, ma soltanto nel campionato italiano. Dzeko è un fenomeno con caratteristiche diverse che però resta tale anche se lo metti in Inghilterra o in Spagna. Poi è chiaro che a 35 anni non puoi prenderlo per giocare in contropiede. Ma quando ha iniziato, nel Wolfsburg faceva reparto da solo”.

BASTONI

“Un top. La coppia azzurra del futuro è quella composta da lui e Mancini della Roma. Si completano benissimo, uno più aggressivo in marcatura, Ale meno fisico ma con ottimi piedi che fanno girare la squadra. E può giocare a tre come a quattro. I nostri Azzurri sono il presente e futuro della Nazionale”.

DIMARCO

“Altro interista vero. L’unico grande rammarico di questo inizio stagione è il rigore sbagliato contro l’Atalanta. Si sta meritando questo spazio, con Juric ha lavorato tanto, soprattutto sulla corsa e sulla quantità. All’Inter sta aggiungendo piede, duttilità e personalità”.

SENSI

“Stefano è un mistero perché è un fenomeno, tanto che doveva essere all’Europeo. Credo che il suo sia un problema caratteriale e di testa. Ma si ricordi che c’è sempre tempo per svoltare. Glielo dice uno che era molto meno forte di lui e che ha vinto un Mondiale a 34 anni”, ha concluso Materazzi.

Gazzetta dello Sport

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