Materazzi: “Ronaldo voleva tornare da noi. Morirò interista. E su Mou…”

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Marco Materazzi torna nuovamente in diretta su Instagram. Anche questa volta Matrix è tornato con l’altro ex dell’Inter, il portiere francese Sebastian Frey dove racconta molti aneddoti della sua carriera. Da Ronaldo e Mourinho al Triplete e Adriano. Ecco le sue parole: “A Balotelli voglio troppo bene – comincia Materazzi -. Le mazzate erano semplicemente educative”.

BENITEZ

“Io la mano a Benitez non gliel’avrei data. Apprezzerei uno che non mi dà la mano perché gli sto sul c… È meglio che rimane il rispetto, quello ci deve essere sempre. Il terzo tempo è una cosa bella, ma deve essere sentita, non un’imposizione. Infatti io non l’ho fatto con tutti”.

GLI ATTACCANTI PIU’ FORTI AFFRONTATI

“Vieri, che ci sta pure guardando. Tirava di piatto come Roberto Carlos tirava di collo. Incredibile, uno dei più forti mai visti”.

JUVENTUS

“Ho detto di odiarla solo sportivamente. Quest’odio che c’è sui social è incredibile, poi li ho incontrati ed hanno detto che mi ammirano. Io ho giocato per l’Inter e resterò per sempre tifoso dell’Inter, anzi, morirò interista. Unico rimpianto è averci giocato solo 10 anni”.

RONALDO IL FENOMENO

“Se avessi fatto il cambio di maglia dall’Inter al Milan? Vi dico una cosa: Ronaldo – dice Materazzi -, sarebbe voluto tornare da noi, lo so per certo. Non voleva nemmeno andare via nel 2002. Negli spogliatoi mi inginocchiai davanti a lui chiedendogli di restare ma mi rispose: “No, o io o lui (Cuper)”. E lì capii che se ne sarebbe andato. Messi e Ronaldo più forti del Fenomeno? Sono tre fenomeni, Cristiano tanto di cappello per quello che fa e per come ci è arrivato. Mesis è natura. Ronaldo il Fenomeno era tutti e due. Fate un po’ voi”, dice Materazzi.

MOU A MADRID CI DISSE…

“Ragazzi, stiamo giocando troppo bene, dobbiamo giocare peggio. Lui è un genio”.

ETO’O E MILITO

“Un grande rapporto da prima che andasse all’Inter. Era un fenomeno. Ci incontrammo in un’amichevole Real-Perugia a Murcia. Entriamo, calcio d’angolo e faccio gol. Ora come la portiamo a casa? A 20 minuti dalla fine entra Eto’o, contro Milanese. Poverino Mauro, l’ha fatto nero. Alla fine perdiamo ai rigori, aveva 16 anni ed era la prima volta che vidi Eto’o. Anche Diego è un fenomeno, di un’umiltà incredibile. Ma l’ambiente dell’Inter non è mai stato frequentato da gente con la puzza sotto al naso. Entravi in una famiglia. Milito ha mandato Van Buyten a cozze, ma ne ha mandati fuori in parecchi”.

A MADRID COME UNA BANDA

“Di solito si va in silenzio, invece noi tiravamo i pugni ai vetri cantando i cori per Eto’o. Ci presentammo come gli zingari, Mourinho ci disse: “siamo arrivati fin qui come gli zingari, continuate così”. Mario aveva delle scarpe alla lui, Arnautovic con il cappellino di Gucci. Una banda”.

GOL AL MILAN

“Ne ho fatto uno solo ma buono. Il coronamento di un sogno di tutti gli interisti”.

STANKOVIC

“Deki era tutto. Un centrocampista che faceva gol cosa vuoi di più? I gol da metà campo? Non è fortuna”.

MONDIALE O TRIPLETE

 “E’ come scegliere tra mamma e papà, non si può”.

ADRIANO

“Ha sprecato un potenziale incredibile, uno dei più forti con cui ho giocato”, conclude Materazzi.