Mazzola: “Coronavirus? I giocatori si riducano ingaggio e aiutino il paese”

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L’ex leggenda nerazzurra Sandro Mazzola, in un’intervista per i microfoni de Il Giornale, si è espresso sulla controversa situazione creata dall’emergenza sanitaria per il coronavirus.  L’ex direttore sportivo dell’Inter lancia anche una proposta: “In un momento così complicato per il nostro paese – dice Mazzola -, è giusto che anche i calciatori facciano la loro parte e diano un segnale forte all’esterno. Troppo spesso questi ragazzi sono etichettati come superficiali o mercenari, adesso possono dimostrare il contrario mettendosi al servizio dei propri club e della collettività. I giocatori hanno l’occasione di dimostrare che esistono e sono vicini alla popolazione. In Serie A guadagnano milioni e per un mese potrebbero decurtarsi il 5% dello stipendio, in modo da destinarlo alle proprie società che dovranno far fronte a pesanti perdite, e alla ricerca contro il coronavirus”.

Mazzola parla con cognizione di causa: “Il 3 luglio 1968 insieme a Rivera, Bulgarelli e De Sisti istituimmo l’Associazione Italiana Calciatori. Sono stato un sindacalista del pallone e ricordo una iniziativa simile, che ideammo per aiutare le famiglie delle vittime dell’alluvione. I calciatori sono dei privilegiati ed è giusto che possano restituire qualcosa in nome del bene comune”. A beneficiarne in questo caso anche le squadre di appartenenza, che con le porte chiuse vedranno andare in fumo parecchi milioni di euro derivanti dai botteghini.

Il Giornale