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Mihajlovic: “Ci sono calciatrici più brave di alcuni giocatori in Serie A”

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Sinisa Mihajlovic non è una persona che usa molto la diplomazia  nelle interviste rilasciate. E così è stato anche nell’ultima in ordine di tempo, quella realizzata con il settimanale Oggi. Queste le sue parole: “A me non interessa sentirmi dire che sono stato un grande calciatore se poi si pensa che sia un uomo di merda. Sono stato un bravo giocatore, sì, ma ci tengo di più ad essere un grande uomo”.

COVID E I PROBLEMI DI SALUTE

“Io non litigo mai per litigare. Litigo perché ho ragione. Come si batte la paura? Si accetta. Senza paura non c’è coraggio. Cosa è successo dopo la leucemia? Il cancro mi ha reso un uomo migliore, o almeno lo spero. Anche perché peggio non si poteva essere. E il Covid? Asintomatico totale, se non mi avessero fatto il tampone neanche me ne sarei accorto. Come l’ho preso? E che ne so. L’unica cosa che si capisce del Covid è che non si capisce niente”.

VIEIRA

“A Patrick diedi del “nero di me**a” ma l’offesa era merda non nero. E poi lui mi aveva chiamato zingaro di merda, quello non è un insulto? Comunque mi sono scusato”.

CALCIO FEMMINILE

“Maschilista perché ho detto che certe donne non devono parlare di calcio? Anche mia moglie non capisce niente di calcio. Se seguo il calcio femminile? Come no. E mi piace anche. Ci sono calciatrici più brave e intelligenti di certi maschi in serie A”.  

LE PUNIZIONI

“Le tiravo come un rigore. Prendevo sempre la stessa rincorsa, gli occhi fissi sulla porta e all’ultimo passo decidevo: se il portiere faceva il furbo e si muoveva per prendere la palla sopra la barriera, io acceleravo e puntavo al palo. Se stava fermo, rallentavo e gliela infilavo sopra. Non è solo tecnica, è intuizione”, conclude Mihajlovic.

Oggi

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