Nainggolan: “All’Inter esperienza positiva. Conte mi voleva, la società no”

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Radja Nainggolan ai microfoni di Dazn torna a parlare della decisione di tornare al Cagliari dopo l’annata all’Inter: “Cosa mi mancava? Ma non è la qualità della vita, in ogni posto dove sono stato sono sempre stato bene. Ogni luogo ha le sue qualità: a Cagliari sono cresciuto e sono diventato uomo, qui ho trovato uno stile di vita che mi ricordava il mio passato. La gente qui sorride con poco, a Roma sono molto più amichevoli e giocherelloni e questo mi piace perché voglio fare bene a tutti e per questo sono stato molto bene. Anche l’esperienza a Milano per me è stata abbastanza positiva, ho trovato una società importante, compagni eccezionali e un tifo che sognava cose importanti: vedere 50-60mila spettatori anche con Chievo e Frosinone vuol dire che aspettavano tanto. Ogni piazza mi ha lasciato qualcosa di importante”.

Secondo Nainggolan, che differenza di pressione c’è tra Roma e Milano?

“A Roma, per fortuna, ho vissuto solo momenti belli: abbiamo fatto il record di punti, siamo stati in semifinale Champions, sempre secondi o terzi in campionato. Certo, ci sono state partite perse 7-1 ma sono stati percorsi che i tifosi hanno capito. Alla fine abbiamo fatto sognare una piazza, poi la squadra è stata dimezzata e la cosa mi è rimasta qui”.

Ti descrivono a volte come uno solitario.

“Io non sono mai stato solo. Dicevano che all’Inter ero uno spaccaspogliatoio, ma se chiedi chi sono agli altri dicono tutti che sono un grande. Io credo all’amicizia nel mondo dello sport, poi se uno fa qualcosa di sbagliato fuori dal campo non c’entra nulla col rapporto coi compagni. Purtroppo queste cose si dicono e tu ci convivi, è un’etichetta che non ti levi più”.

A chi insegneresti le regole e la disciplina del paddle?

“A Nicolò Barella. Mi sarebbe piaciuto giocare con lui perché credo che diventerà davvero forte. Deve fare un po’ di esperienza a livello internazionale ma è normale. Non ha una sola qualità, ne ha tante e tutte sopra la media. Migliorando può diventare un giocatore importante”.

Sull’addio all’Inter.

“Mi han chiamato a fine giugno dicendomi che non rientravo più nel progetto. Io ho fatto il ritiro, mi sono allenato bene, ma non sono riuscito a far cambiare idea alla società perché avevano preso una decisione e Antonio Conte ha dato loro retta. Di lui ho visto subito le sue idee: era molto chiaro, diretto, quando le cose non gli andavano bene te lo diceva. Un giorno mi ha chiamato da parte e mi ha detto che lui era malato per me, però il club aveva preso una decisione che lui aveva condiviso e me lo ha detto dal primo giorno. Io apprezzo più l’uomo che mi dice le cose subito, quindi sono stato molto tranquillo. Ho detto a Conte che non c’era problema e che avremmo visto come sarebbe andata a finire, perché avevo voglia di dimostrare”, conclude Nainggolan.

Dazn