Nainggolan: “Falso l’audio rubato? Tutto vero, all’Inter non ero a mio agio”

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Radja Nainggolan si guarda indietro e parla del suo passato. Il 33enne centrocampista belga dell’Anversa ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica“L’Italia mi manca, i miei amici, i ristoranti, la gente. Danneggiato dal mio stile di vita? Se uno fa tardi, beve, fuma una sigaretta, ai miei occhi non fa cose sbagliate. Poi in campo rendevo facile accettare tutto. Non mi sono mai preoccupato di cosa diceva la gente, tanti invece si nascondono. Di me si sa tutto perché esco e mi vedi nei locali, c’è chi beve più di me ma lo fa a casa e non lo sa nessuno”. 

SPALLETTI

“L’allenatore che mi ha dato di più? Spalletti: con lui, ho fatto il miglior anno della mia carriera, a livello di squadra e individuale. Ho visto la serie tv su Totti e ho pensato: l’unico che assomiglia davvero è quello che interpreta me. Gli altri zero, anche l’allenatore. Di vero c’era che a Bergamo, prima della partita, Io Totti e Pjanic avevamo giocato fino a tardi. Ma non a carte, era un giochino sul computer. Però quella scena, con Spalletti che ci aspetta in corridoio è vera – continua Nainggolan -. Altre cose invece non le ricordavo. Chi aveva ragione tra Spalletti e Totti? Sono neutrale. Totti non ha mai chiesto di giocare titolare, si sentiva preso in giro perché era il suo ultimo anno e giocava 5 minuti sul 2-0. Mi sentirei preso per il culo anche io. Ma non hanno mai litigato, o chissà cosa. Totti mi diceva che con lui aveva un rapporto splendido, si sentivano. Poi è finita, sì, ma il tecnico deve fare le sue scelte. Di giocatori di personalità ne avevamo un’infinità: Dzeko, Totti, De Rossi, Strootman, Salah, Alisson. Il rimpianto è aver fatto il record di punti e non aver vinto nulla”. 

SCUDETTO

“Non calcolo lo scudetto con l’Inter, per me conta solo vincerlo da protagonista. Se avessi avuto fiducia avrei potuto fare tranquillamente il mio in quella squadra. Conte è un grandissimo allenatore, ma con lui non ho avuto possibilità. Non abbiamo mai litigato, però: quando mi volevano mandar via, me lo hanno detto. E chi dice le cose in faccia lo apprezzo di più. Mi voleva al Chelsea? Era il 2016, venne a Roma a parlarmi, mi disse “guarda, io voglio giocare così, così e mi servi tu”. Già disse che voleva Lukaku. Ma pensavano guadagnassi meno: non avrei preso un euro di più, non era abbastanza per lasciare Roma”. 

L’AUDIO RUBATO

“Appena arrivato all’Inter dissi che ero felice, ma che era più forte la delusione di essere andato via da Roma. E già non ero partito bene. Dopo il rigore sbagliato con la Lazio in Coppa Italia mi hanno iniziato a fischiare, mi sono venuti dubbi, è crollata la fiducia. Gli audio girati su WhatsApp erano fake news? No, no: ero io. Dicevo che volevo andar via, che volevo tornare perché non mi sentivo a mio agio. L’avevo mandato a un amico, ma sai Roma com’è, no? In un attimo lo avevano tutti. Dovevo saperlo, non sono stato molto intelligente, ma pazienza”, ha detto Nainggolan.
La Repubblica 

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