Home Interviste Natalino: “Ringrazierò per sempre l’Inter e Ausilio. Non mi hanno mai abbandonato”

Natalino: “Ringrazierò per sempre l’Inter e Ausilio. Non mi hanno mai abbandonato”

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“Dopo che rischi la vita non ci pensi nemmeno a giocare, pensi solo che sei stato fortunato”. È il racconto di Felice Natalino, ex difensore e stella nascente dell’Inter ma costretto a fermarsi e a lasciare il calcio nel 2013 per via della cardiomiopatia aritmogena. Quanto successo al campione danese Christian Eriksen, crollato a terra durante il match di Euro 2020 contro la Finlandia per un arresto cardiaco, ha inevitabilmente riacceso i riflettori sul tema e sulle affinità tra la sua storia e quella del calciatore lametino, intervistato dal quotidiano Il Foglio:

“Ognuno fa quello che vuole, ma se capisce davvero quello che gli è successo, credo ci penserà due volte prima di tornare in campo. La moglie sicuramente gli dirà di smettere. Era morto e poi è rinato. Io – continua Natalino – ho avuto un attacco simile al suo, ma ero già in ospedale: l’hanno prevenuto. A lui il cuore si era fermato, e non è detto che debba ripartire. Ho visto le immagini, ho pensato che se l’è vista davvero brutta”.

Natalino ora ha 29 anni e, dopo l’addio al calcio, ha dovuto reinventarsi la carriera e una nuova vita, anche grazie all’Inter che non lo ha mai lasciato solo: “Tu immagina un ragazzo che a vent’anni deve smettere: se non hai una famiglia che ti aiuta è dura, ma se ti trovi abbandonato dal club è ancora più dura. Io nel 2013 ho smesso, nel 2014 ho iniziato a fare l’osservatore. Ringrazierò per sempre Ausilio e gli altri. Non ho sentito l’abbandono. Il ruolo di osservatore? È una responsabilità, giocare ad alto livello non è facile e dare una possibilità è sempre bello. Sto in un ambiente sano, felice, sereno. Non poteva essere meglio di così. E poi c’è l’Acadamy Lamezia, l’aveva fondata il mio papà. Dopo che ho smesso di giocare abbiamo deciso di fare il salto di qualità. Abbiamo anche l’affiliazione con l’Inter. Per il resto faccio una vita tranquilla, poca attività. Prima del Covid andavo in palestra, qualche partitella con gli amici a calcetto. Ma con il Covid si è fermato tutto”.

Il Foglio

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