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Pagelle Benevento-Inter – Hakimi tanta roba. Sanchez è ovunque

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All’Inter di Antonio Conte è bastato mezz’ora a per archiviare l’ostacolo Benevento nel recupero della prima giornata. Una doppietta di Romelu Lukaku e la rete di Roberto Gagliardini, aprono la strada ai nerazzurri, che chiudono il match con un Achraf Hakimi incontenibile e Lautaro Martinez.

Le pagelle dei protagonisti del match tra Benevento e Inter:

HANDANOVIC 5,5 Diciamo che è stato uno spettatore non pagante per gran parte del primo tempo, ma nell’unica occasione in cui viene chiamato in causa regala il pallone a Caprari gli infila la palla in rete. Si riscatta con una bella parata su Letizia ed ipnotizzando Lapadula nel finale.

SKRINIAR 6 – Le voci di mercato non turbano il muro nerazzurro. Conte lo ripropone tra i titolari e lo slovacco risponde positivamente. Del terzetto difensivo è quello che soffre meno.

DE VRIJ 5,5 – Non brilla. Nettamente fuori posizione e fuori tempo sul secondo gol dei campani. E’ l’immagine di questa Inter, straripante ma al contempo distratta. Meno partecipe alla manovra rispetto ad altre volte.

KOLAROV 5,5 – L’Inter va in vantaggio dopo 28 secondi grazie ad una sua splendida palla per Hakimi. Gran parte del merito va sicuramente a lui che avvia l’azione con un lancio di 60 metri, impressionante per forza e precisione. I problemi, però, sorgono quando deve difendere, perché l’attenzione e la velocità lasciano a volte a desiderare.

HAKIMI 8 – Top assoluto. Mette il turbo sulla destra, asfalta Barba e serve l’assist per Lukaku. Non contento, si avventa come un avvoltoio su un pallone vagante in area e insacca. Attento in difesa, attaccante aggiunto in avanti, è un’autentica spina nel fianco degli avversari. MOSTRUOSO.

VIDAL 6,5 – Ripetiamolo: Arturo il duro. Il cileno fornisce una bella prestazione. Risulta ordinato e fornisce qualche buona chiusura e si rende protagonisti di movimenti interessanti. Sfiora anche il gol di testa. Non è ancora al top fisicamente ed esce claudicante dopo 52 minuti di gioco.

GAGLIARDINI 7 – Avvia l’azione di destro e la conclude di sinistro scaraventando in rete il pallone del 2-0. Si riaffaccia in area avversaria per regalare a Lukaku l’assist del 3-0. Suo il brutto errore in disimpegno che genera il secondo gol di Caprari.

YOUNG 7 – Forever Young a wanna be. Utile in fase difensiva e ancor di più in quella offensiva. Suo l’assist per la rete di Gagliardini come suo è il traversone che porterà al gol di Hakimi. Non si stanca mai e pulisce un pallone pericoloso.

SENSI 5,5 – Stranamente impreciso e un pò fuori forma, perde parecchi duelli fisici. Si limita al compitino con qualche sbavatura qua e là. Di certo non il Sensi visto contro la Fiorentina.

LUKAKU 7,5 – Lavora con e per la squadra. Realizza due gol che lo portano già a quota tre in campionato. Gioca di sponda con i compagni ed è straripante fisicamente. Cala un pò nel secondo tempo ma la sua rimane una prestazione decisamente positiva. Gigante buono. Anzi, Biggie Boom.

SANCHEZ 7,5 – E’ una Maravilla questo Nino. Inzaghi e l’intera sua difesa lo sogneranno stanotte. Sguscia da tutte le parti e serve assist a raffica. Innesca magistralmente Hakimi in almeno un paio di occasioni e fornisce l’assist a Lautaro. Un grande intervento di Montipò gli nega la gioia del gol che avrebbe meritato in pieno.

Benevento e Inter: le pagelle dei subentrati

BARELLA 6 – Entra in campo un po’ sonnecchiante ma cresce alla distanza e contribuisce a far legna a centrocampo.

BROZOVIC 5,5 – Il croato entra malissimo in partita. Si segnala per un errore grottesco che consente a Schiattarella di lanciare in porta Lapadula. Falloso e per nulla concentrato.

LAUTARO 6,5 – Antonio Conte lo butta nella mischia nel secondo tempo e lui sfrutta subito lo spazio concessogli trovando il gol con un destro chirurgico. Due gol nelle prime due per il Toro nerazzurro.

PERISIC 5,5 – Entra e si fa vedere pochissimo nei minuti concessi da Conte. Spreca uno splendido assist di Hakimi che chiedeva soltanto di esser spinto in rete.

ERIKSEN 6 – Soli 10 minuti a disposizione per il danese. Si rende pericoloso colpendo una traversa che urla vendetta.

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