Paratici: “Tante squadre hanno avuto 10 anni di transizione e non hanno vinto”

0
40
paratici-oriali-barella

Fabio Paratici, dirigente della Juve parla davanti alle telecamere di SkySport dopo il pesante ko rimediato in casa contro il Benevento:

“Abbiamo dato tante soddisfazioni ai nostri tifosi in questi anni, oggi diamo loro una grande amarezza. Il campionato non è finito, dobbiamo ripartire capendo i nostri errori. Oggi abbiamo fatto una brutta partita, dobbiamo lavorare. Il fallo su Chiesa? Non voglio commentare gli episodi, non sono qui per questo. Mi sembrava fallo, ma non l’ho nemmeno rivisto”.

Paratici ha aggiunto: “Abbiamo una programmazione, non è una partita che sposta le nostre idee. Andiamo avanti per la nostra strada, siamo molto convinti di quello che stiamo facendo cercando di abbassare la testa e pedalare per migliorare. Non eravamo insoddisfatti degli allenatori precedenti, c’erano altri motivi differenti per cui abbiamo cambiato. Non sono una sconfitta o una vittoria a determinare la linea di un club e alla fine si vede se è corretta o meno. L’anno di transizione? Alla Juve questa parola non esiste: la Juventus gioca tutte le partite e tutte le competizioni per vincere. Alcune stagioni vanno bene, altre meno ma le annate sono comunque importanti perché c’è una crescita che porta poi ad avere risultati negli anni successivi. Se la transizione riguarda solo i risultati sportivi ci sono tante squadre che hanno avuto sei, sette, dieci anni di transizione e che in quegli anni non hanno vinto trofei e non sono riusciti a costruire, o magati hanno costruito. È una parola che non mi piace e non sposo. Abbiamo già cambiato parecchio ma vincendo è passato in secondo piano. Se in una stagione non si riesce a costruire e vincere può succedere. Sento parlare di cicli e da quando sono qua vi posso elencare almeno sei o sette volte in cui è stato detto, come quando Conte ha deciso di andarsene o dopo la finale di Berlino”.

Sky Sport

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Pirlo: “Volevamo vincere ma con il Benevento è sempre difficile”