Pellegrini: “Zeffirelli mi disse: ‘le stanno rubando uno scudetto’. Rimpianti? Potevamo vincere di più”

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Il fantastico presidente Ernesto Pellegrini il prossimo 14 dicembre compirà 80 anni. Pellegrini ha rilasciato un’intervista lunga ai microfoni del Corriere della Sera, dove racconta dell’Inter e non: “Milano ce la farà, ce l’ha sempre fatta. Ricordo gli anni del Dopoguerra, le fatiche, la fame, la città era come desertificata. Ma c’era anche la voglia di fare, di migliorarsi, e c’era la solidarietà, a casa si divideva quel poco che c’era..”.

Anche oggi è un po’ così per il presidente che rifornisce le mense aziendali di mezzo mondo e nell’89 ha cucito sulla maglia dell’Inter lo scudetto dei record. “Ogni mattina, quando arrivo in azienda, passo davanti a Ruben e penso alle persone che la crisi lascia in strada: il nostro ristorante solidale non ha mai smesso aiutare i poveri”. A proposito, Ruben (LEGGI QUI) è la restituzione di qualcosa del tanto che Pellegrini ha avuto, un risarcimento destinato a chi è rotolato in basso nella classifica della vita. Menu completo e prezzo simbolico di un euro, per salvare la dignità e allontanare l’idea dell’elemosina. Dedicato a un bracciante della sua infanzia, morto assiderato nella baracca: Ruben, dimenticato da tutti: “Avevo il rimorso di non aver potuto fare nulla per lui e l’ho ricordato così, facendo qualcosa di utile agli altri”.

INTER

“Skoglund? Lo vedevo in piazza Mercanti dove andava a farsi lucidare le scarpe e mi luccicavano gli occhi per l’emozione. Ero un sentimentale, ma sognavo un posto in consiglio e in tribuna d’onore. Prima però compra Villar Perosa, il centro dove la Juve di Agnelli va in ritiro e mi presento a Fraizzoli, presidente nerazzurro, con questa lettera: ‘Sono un giovane imprenditore che gestisce Villar Perosa, ma il mio cuore è nerazzurro…’. Il presidente mi chiama e mi porta nel sancta santorum della Beneamata. Che cosa ha significato nel 1984 prendere il suo posto? È stato come toccare il cielo. Ci siamo accordati con una stretta di mano. Basta questo, mi disse. Sapevamo entrambi che la parola data è un valore”.

SCUDETTO

“Ho un rimpianto: potevamo vincere di più, dopo quello dell’89, considero moralmente dell’Inter lo scudetto del 91-92. Dopo la partita persa con la Fiorentina mi telefonò a casa Franco Zeffirelli: ‘presidente, le stanno rubando uno scudetto…’. Emozioni e delusioni? A San Siro ogni volta che ci torno il cuore batte forte. È la mia seconda casa. Mi ha commosso l’applauso dei mille tifosi alla ripresa del campionato, mentre passavo sotto le tribune. È stato un regalo”, dice Pellegrini.

Corriere della Sera

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